Train Dreams è il film che racconta una vita per frammenti grazie alla sceneggiatura essenziale di Bentley e Kwedar.
Train Dreams è un dramma in costume che attraversa il primo Novecento americano con passo silenzioso e contemplativo. Diretto da Clint Bentley e scritto insieme a Greg Kwedar, il film racconta la vita di Robert Grainier, operaio delle ferrovie nel Pacifico nord-occidentale, seguendone l’esistenza lungo decenni segnati dal lavoro, dall’amore e dalla perdita, sullo sfondo di un paese in rapida trasformazione.
Presentato al Sundance e accolto con grande attenzione critica, il film si distingue per un approccio narrativo che privilegia l’atmosfera e la durata più che l’azione, e trova nella sceneggiatura, che grazie a Deadline potete leggere qui: TRAIN DREAMS, trova il suo centro espressivo. Bentley e Kwedar adattano il racconto di Denis Johnson scegliendo una scrittura essenziale, costruita per sottrazione, che rinuncia alla struttura drammatica tradizionale per affidarsi a frammenti di vita e a passaggi temporali ellittici. Il film non procede per conflitti risolti, ma per accumulo di esperienza, lasciando che il tempo diventi il vero motore narrativo.
Qui la RECENSIONE: Train Dreams, la recensione: un racconto poetico di memoria e vita ordinaria

I dialoghi sono scarsi e spesso privi di funzione esplicativa. La sceneggiatura affida il senso del racconto alle immagini, ai gesti ripetuti, al rapporto fisico tra il corpo del protagonista e la terra che lavora. In questo modo, la scrittura cinematografica traduce la prosa di Johnson in una forma visiva che restituisce l’interiorità di Grainier senza mai verbalizzarla, trasformando il silenzio in uno strumento narrativo.
La figura del protagonista emerge così come quella di un uomo più attraversato che agente, testimone di un progresso che avanza senza chiedere consenso. Bentley e Kwedar assecondano questa condizione nella scrittura, evitando di forzare snodi emotivi o spiegazioni psicologiche, e costruendo una sceneggiatura che osserva piuttosto che interpretare.
I numerosi riconoscimenti ottenuti — tra cui la vittoria al National Board of Review Award e le nomination ai principali premi per la sceneggiatura — confermano la forza di un adattamento che sceglie la fedeltà non al racconto letterario in senso narrativo, ma alla sua temperatura emotiva.
In Train Dreams, la sceneggiatura diventa così uno spazio di resistenza alla semplificazione: un luogo in cui il cinema può ancora permettersi di raccontare il tempo, la perdita e la memoria senza la necessità di tradurli in parole.






