Lo showrunner di A Knight of the Seven Kingdoms ammette un errore nello spin-off di Game of Thrones, scatenando il dibattito tra i fan.
Nonostante l’accoglienza calorosa e la fedeltà al materiale originale, A Knight of the Seven Kingdoms non è esente da imperfezioni. A riconoscerlo è stato lo stesso Ira Parker, showrunner della nuova serie prequel di Game of Thrones, che durante un AMA su Reddit ha ammesso di aver commesso un “errore” nell’adattamento del racconto The Hedge Knight di George R. R. Martin.
Finora la serie — tratta dalle avventure di Dunk e Egg — è stata elogiata proprio per la sua straordinaria aderenza al testo originale, qualità che lo stesso Martin ha più volte sottolineato con entusiasmo. Tuttavia, Parker si è concesso alcune libertà creative, e una in particolare ha deluso i fan più affezionati.
Al centro della discussione c’è una scena chiave tra Dunk (Peter Claffey) e il fabbro Steely Pate (Youssef Kerkour), prevista nel quarto episodio ma poi eliminata. Il momento si colloca poco prima della Prova dei Sette, quando Dunk, diretto verso l’arena, riceve incoraggiamenti dalla gente comune. Confuso, chiede: “Perché? Chi sono io per loro?”. E Steely Pate risponde con quella che molti lettori considerano la frase simbolo dell’intero racconto: “Un cavaliere che ha ricordato i suoi voti”.
Secondo un utente Reddit, come riportato da Entertaiment Weekly, proprio questa battuta rappresenta “l’anima e la morale dell’intera storia”, anche per la sua posizione narrativa: il punto più basso di Dunk, immediatamente prima della svolta. Parker ha risposto con grande onestà: “Onestamente è stato un errore da parte mia. Non è il primo, né sarà l’ultimo in questo show”. Ha poi aggiunto che la scena era inizialmente presente in sceneggiatura, ma è stata successivamente rimossa. Pur riconoscendo il valore centrale di quella frase, lo showrunner ritiene che lo spirito della storia resti intatto attraverso le azioni del protagonista, anche senza una dichiarazione esplicita.
Molti fan hanno apprezzato la trasparenza di Parker, definendo la sua risposta “rinfrescante”. E in effetti il tema del cavaliere che onora i propri voti riecheggia comunque nell’episodio, ad esempio nelle parole del principe Baelor “Breakspear” Targaryen (Bertie Carvel), che decide di combattere al fianco di Dunk dichiarando: “Quest’uomo ha protetto gli innocenti, come ogni vero cavaliere deve fare”.
Non è stato l’unico errore ammesso. Sempre durante l’AMA, Parker ha riconosciuto una svista legata ai costumi: nella serie, i principi Maekar e Aerion indossano esclusivamente l’araldica tradizionale dei Targaryen, mentre nei libri presentano stemmi personalizzati sulle armature. “Avrei sicuramente dovuto mettere Maekar…Sarebbe stato facilissimo distinguerlo nella nebbia. Ops”, ha commentato con autoironia.
Nonostante queste piccole imprecisioni, la serie continua a godere di un successo significativo. Martin ha dichiarato di aver “adorato” tutti e sei gli episodi della prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms. Anche la critica e il pubblico sembrano concordare: su Rotten Tomatoes la serie ha ottenuto il 95% di recensioni positive dalla critica e il 73% dal pubblico, mentre su IMDb mantiene un solido 8,7 su 10, con due episodi ancora da trasmettere.
I nuovi episodi vanno in onda la domenica sera su HBO e sulla piattaforma HBO Max, confermando che, errori o meno, il viaggio di Dunk e Egg continua a conquistare Westeros — e i suoi spettatori.






