Amanda Seyfried svela la protesi indossata per The Testament of Ann Lee e racconta le scene di nudo e i retroscena del film.
Amanda Seyfried è pronta a stupire ancora una volta, ma questa volta non solo con la sua interpretazione, bensì con un piccolo dettaglio di scena che ha lasciato i fan a bocca aperta. L’attrice, come riportato da Entertainment Weely, ha recentemente rivelato di aver indossato una particolare protesi per le riprese del suo nuovo film, The Testament of Ann Lee, diretto da Mona Fastvold e co-scritto con il marito Brady Corbet.
“È stato fantastico. È stato emozionante”, ha ammesso Seyfried. Nota per il suo impegno nella preparazione dei ruoli, soprattutto nelle scene più delicate come quelle di nudo, l’attrice non ha esitato a raccontare i retroscena di una scelta insolita: un “ano protesico” da usare per le sequenze più esplicite del film.
“Questo film doveva essere esplicito, quindi avevo un buco del c**o finto”, ha confessato Seyfried, suscitando lo stupore. Nonostante la stranezza dell’oggetto di scena, l’esperienza è stata positiva: “Mi sono sentita così libera”, ha aggiunto riferendosi alla scena finale, in cui appare incinta e nuda ma senza essere realmente esposta, protetta da un merkin e dalla protesi nascosta nell’ombra. Alla domanda sul perché fosse stata utilizzata una protesi se il pubblico non l’avrebbe mai vista, l’attrice ha risposto con il suo tipico humor: “Per ogni evenienza…bisogna portare la gente al cinema”.
Il film, un dramma storico di grande respiro, racconta la vita di Ann Lee, donna inglese del XVIII secolo che, dopo aver perso quattro figli in giovane età, trovò conforto nella religione e convinse se stessa che la santità richiedesse la rinuncia alla “convivenza carnale”. Durante la sua vita, Lee ebbe visioni che la portarono a credere di essere la rappresentante di Dio sulla Terra, fondando la setta dei Shakers e guidando il movimento verso New York durante l’epoca coloniale americana. La pellicola segue il percorso di Lee dall’Inghilterra alla nuova colonia, mostrando la sua lotta per diffondere una visione di uguaglianza, devozione e comunità spirituale, affrontando le difficoltà di un mondo dominato da convenzioni religiose e sociali.
L’opera si distingue per la capacità di combinare dramma storico, introspezione emotiva e un uso originale di musica e movimento. I rituali dei Shakers, rappresentati attraverso canti e coreografie, diventano strumenti narrativi che esprimono la spiritualità dei personaggi e le loro rivelazioni interiori, rendendo il film un’esperienza sensoriale intensa e immersiva. La performance di Amanda Seyfried, intensa e misurata, è stata definita dai critici come una delle migliori della sua carriera, capace di trasmettere con autenticità la complessità emotiva e spirituale di Ann Lee.
The Testament of Ann Lee è un’opera che sfida le convenzioni, unendo storia, fede e arte visiva. Tra dedizione estrema al ruolo e un pizzico di ironia, Amanda Seyfried dimostra ancora una volta quanto sia pronta a spingersi oltre per rendere autentica ogni interpretazione, trasformando ogni dettaglio, anche il più insolito, in parte integrante della storia che racconta.






