Andy Serkis riflette sull’IA nella narrazione: nuove opportunità creative, responsabilità e sfide per il futuro dell’intrattenimento.
L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui si immaginano e si costruiscono le storie, e per Andy Serkis, attore, regista e produttore noto per il suo lavoro pionieristico nella motion capture, questa trasformazione non rappresenta una minaccia alla creatività umana, ma una nuova fase da esplorare.
“Il mondo sta cambiando rapidamente, ma la creatività umana si evolverà di pari passo”, ha detto Serkis durante la sessione “The New Creative Pipeline: AI, IP & Human Craft” della conferenza APOS, dove ha discusso del futuro dell’intrattenimento insieme al dirigente di Google Jon Zepp e al regista Josh Nelson Youssef.
Collegato in video dalla Nuova Zelanda, Serkis ha raccontato la sua curiosità verso gli strumenti di intelligenza artificiale e verso il modo in cui le nuove generazioni di creatori potranno integrarli nei loro processi, dando vita a linguaggi e forme narrative ancora da definire.
Ma l’evoluzione tecnologica porta con sé anche nuove responsabilità. Secondo Serkis, come riportato da Variety, alla crescita delle possibilità creative deve corrispondere una maggiore attenzione ai rischi, dalla diffusione di contenuti falsi alla difficoltà di distinguere ciò che è reale da ciò che è generato artificialmente.
“Con l’espansione del panorama creativo, aumenta anche la nostra responsabilità”, ha sottolineato.
Anche Jon Zepp ha evidenziato il ruolo dell’IA come nuova dimensione della narrazione, capace di aprire opportunità per autori e pubblico. Il dirigente di Google ha citato anche la crescita di nuovi formati, come i microdrammi, come esempio di un settore in continua trasformazione.
Secondo Zepp, però, sarà sempre più importante garantire trasparenza sull’origine dei contenuti. Sapere come è stato creato ciò che si guarda diventerà un elemento centrale nel rapporto tra pubblico, tecnologia e industria.
Per Josh Nelson Youssef, il punto non è soltanto cosa può fare l’intelligenza artificiale, ma come viene utilizzata. “La questione non è semplicemente cosa possono fare questi strumenti, ma perché li stiamo usando”, ha spiegato, sottolineando che la tecnologia deve restare uno strumento al servizio della visione creativa.
La prospettiva condivisa dai tre relatori è che l’intelligenza artificiale non sostituirà il ruolo umano nella narrazione, ma potrà ampliare gli strumenti a disposizione dei creatori. A restare fondamentali saranno immaginazione, autenticità e capacità di dare significato alle storie.






