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Antitrust Usa: nessuna corsia veloce per l’accordo Paramount-Warner Bros.

Il capo antitrust Usa ha escluso un’approvazione rapida della fusion Paramount-WBD per motivi politici.

Il capo della divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia statunitense ha escluso che l’approvazione dell’accordo tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery (WBD) possa essere accelerata per motivi politici. L’operazione, del valore di 111 miliardi di dollari, è ancora sotto la lente delle autorità antitrust, nonostante Paramount Skydance, guidata da David Ellison, abbia dichiarato di avere “fiducia nella rapidità e nella certezza del suo percorso normativo”.

Omeed Assefi, vice procuratore generale ad interim per l’antitrust, ha definito “assurda” l’idea che l’applicazione della legge possa essere politicizzata. Interrogato sull’eventualità che l’accordo possa beneficiare di considerazioni politiche, Assefi ha risposto con un secco “assolutamente no”, sottolineando come anche Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, abbia confermato di aver ricevuto una revisione “aperta, equa e approfondita” sotto la supervisione del Dipartimento di Giustizia, senza alcuna interferenza politica.

Le vicende, come riportato da Variety, intorno all’accordo sono state oggetto di speculazioni legate a rapporti personali con il presidente Donald Trump. Ellison e suo padre, il miliardario Larry Ellison, co-fondatore di Oracle, sono amici di Trump. Secondo una causa legale intentata contro il presidente di Paramount, Jeff Shell, il presidente avrebbe garantito personalmente a Larry Ellison un possibile intervento a favore dell’acquisizione di WBD.

Il 20 febbraio, prima della finalizzazione dell’accordo, Paramount Skydance aveva annunciato che il periodo di attesa previsto dall’Hart-Scott-Rodino Antitrust Improvements Act era scaduto, indicando l’assenza di ostacoli legali negli Stati Uniti alla conclusione dell’operazione. Tuttavia, il Dipartimento di Giustizia mantiene la facoltà di contestare una fusione anche dopo tale scadenza.

Assefi, nominato dopo la rimozione della sua predecessora Gail Slater, ha affermato che la divisione antitrust sarà “aggressiva” nel valutare fusioni e acquisizioni. Ha inoltre segnalato un aumento del 1200% delle pene detentive per reati antitrust nel 2025 rispetto all’anno precedente.

Non solo il Dipartimento federale è coinvolto: anche la California ha avviato un’indagine sull’accordo. Il procuratore generale dello stato, Rob Bonta, ha dichiarato che le autorità statali effettueranno una verifica rigorosa dei due colossi di Hollywood.

Sul fronte politico, i senatori Elizabeth Warren e Richard Blumenthal hanno criticato il Dipartimento del Tesoro per non aver esaminato l’operazione sotto il profilo della sicurezza nazionale, considerando il coinvolgimento di tre fondi sovrani mediorientali: il Fondo di investimento pubblico dell’Arabia Saudita, la Qatar Investment Authority e l’Abu Dhabi Investment Authority.

Infine, Assefi ha ricordato il recente accordo antitrust con Live Nation Entertainment, definendolo un “risultato storico” per il ripristino della concorrenza. Tuttavia, alcuni legislatori, come la senatrice Amy Klobuchar, ritengono che l’accordo sia insufficiente a tutelare i consumatori, e hanno presentato l’Antitrust Accountability and Transparency Act per rafforzare il controllo sulle fusioni e acquisizioni.


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