Mehdi Mahmoudian un semplice incidente

Arrestato in Iran Mehdi Mahmoudian, co-sceneggiatore di Un semplice incidente

Mehdi Mahmoudian, co-sceneggiatore del film candidato all’Oscar, arrestato in Iran per le sue critiche al regime della Repubblica Islamica.

Mehdi Mahmoudian, co-sceneggiatore del film Un semplice incidente (It Was Just an Accident), candidato agli Oscar, come riportato da Variety, è stato arrestato in Iran per le sue posizioni critiche nei confronti del regime della Repubblica Islamica.

Qui LA RECENSIONE: Un semplice incidente, la recensione: il cinema Jafar Panahi come atto di resistenza

L’arresto è avvenuto sabato a Teheran. Mahmoudian è stato fermato insieme agli attivisti Vida Rabbani e Abdollah Momeni dopo aver firmato una dichiarazione pubblica di condanna delle azioni di Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran. Al momento, le autorità non hanno fornito informazioni ufficiali sulle accuse contestate ai tre.

La dichiarazione era stata sottoscritta da 17 persone, tra cui anche Jafar Panahi, regista e co-sceneggiatore di Un semplice incidente, che ha preso posizione contro l’arresto di Mahmoudian con un lungo e toccante messaggio.

Panahi ha ricordato il periodo trascorso insieme in carcere: “Ho incontrato Mehdi Mahmoudian in prigione. Fin dai primi giorni si è distinto non solo per la sua calma e gentilezza, ma per un raro senso di responsabilità verso gli altri. Ogni nuovo detenuto veniva accolto da lui con beni di prima necessità e, soprattutto, con parole di rassicurazione. Era diventato un pilastro silenzioso del carcere, una persona di cui tutti si fidavano, indipendentemente dalla loro provenienza o credo”.

I due hanno condiviso sette mesi di detenzione. Dopo il rilascio di Mahmoudian, Panahi gli ha chiesto di collaborare alla sceneggiatura del film, riconoscendo il valore della sua esperienza diretta: nove anni di prigionia e un lungo lavoro di ricerca sul campo in materia di diritti umani avevano reso Mahmoudian una fonte preziosa e autorevole.

Durante le riprese del film, la sua presenza si è rivelata decisiva. Panahi racconta di una scena particolarmente complessa, una sequenza notturna di tredici minuti che non riusciva a funzionare: “La notte seguente portai Mehdi sul set. Grazie alla sua conoscenza degli interrogatori e dei dettagli da restituire, riuscimmo finalmente a girare la scena come l’avevo immaginata”.

Il regista ricorda anche gli ultimi contatti prima dell’arresto: una telefonata e alcuni messaggi scambiati fino alle quattro del mattino. Poi, il silenzio. “A mezzogiorno del giorno dopo non avevo ancora ricevuto risposta. Nessuno dei nostri amici sapeva dove fosse. Poche ore dopo, la BBC Persian ha annunciato ufficialmente l’arresto di Mehdi Mahmoudian insieme ad Abdollah Momeni e Vida Rabbani”.

Panahi conclude con un ritratto umano e morale del collega: “Mehdi Mahmoudian non è solo un attivista per i diritti umani o un prigioniero di coscienza. È un testimone, un ascoltatore, una rara presenza morale. Una presenza la cui assenza si avverte immediatamente, sia dentro che fuori dalle mura del carcere”.


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