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Barbie 2: il sequel rischia di saltare per lo stallo sui compensi

Barbie 2 rischia di saltare: il sequel è in bilico dopo lo stallo tra Warner Bros. e il team di Greta Gerwig, Margot Robbie e Ryan Gosling.

“Vi è mai capitato di pensare alla morte?”, chiede Margot Robbie in Barbie (2023). Una domanda che, tre anni dopo, sembra tornare a galla in modo decisamente meno metaforico, poiché il sequel del film campione d’incassi potrebbe essere davvero in crisi, e a Hollywood, nell’ultima settimana, la domanda è stata una sola: Barbie è morta?

Il destino della versione di Greta Gerwig, infatti, sembra appeso a un filo dopo che il New York Times ha riferito che Barbie 2 rischia di saltare a causa dello stallo nelle trattative. Al centro dello scontro ci sono in particolare le richieste economiche del team creativo e la posizione di David Zaslav.

A guidare il gruppo in trattativa Gerwig, Robbie, Ryan Gosling e Noah Baumbach. Gerwig, regista e sceneggiatrice del primo film, è diventata la regista donna di maggior successo di sempre dopo che Barbie ha superato gli 1,4 miliardi di dollari al botteghino mondiale. Baumbach è co-sceneggiatore, Gosling interpreta Ken e Robbie è sia protagonista sia produttrice.

Negli ultimi tre anni la Warner Bros. avrebbe presentato più di sei offerte, tutte respinte. L’ultima, arrivata alla fine della primavera, sarebbe stata secondo una fonte interna allo studio la più alta mai proposta dalla Warner a una troupe cinematografica e ai suoi protagonisti, tanto da essere definita “una cifra che cambia la vita”. Un’altra fonte ha però contestato questa definizione, precisando che potrebbe essere storico il valore complessivo del pacchetto, non quello dei singoli compensi. La CAA, che rappresenta i quattro creativi, non ha presentato una controproposta. Nella trattativa è coinvolta anche l’avvocata di Gerwig, Tara Kole.

Lo stallo arriva in un momento particolarmente delicato. De Luca e Abdy hanno circa quattro mesi per avviare lo sviluppo di un altro film su Barbie, altrimenti i diritti dell’iconica bambola torneranno a Mattel. Senza nuovi accordi, la società non potrebbe nemmeno ripartire dal lavoro realizzato da Gerwig e dovrebbe affrontare un reboot completo. Gerwig e Baumbach avrebbero già un’idea per un sequel, ma, secondo due fonti confermate da Variety, non intendono presentarla finché gli accordi non saranno firmati.

La situazione ha sorpreso molti addetti ai lavori, soprattutto perché gli accordi iniziali con i principali creativi non prevedevano un obbligo per un sequel. Quelle trattative erano state condotte sotto una precedente dirigenza Warner. Gerwig, inoltre, non avrebbe voluto essere vincolata a un secondo film. All’epoca aveva diretto pochi film e non aveva ancora lavorato su una proprietà intellettuale di queste dimensioni. Poi Barbie ha cambiato tutto, conquistando pubblico e botteghino.

Le nuove richieste economiche di Robbie, Gosling, Gerwig e Baumbach sarebbero considerevoli. Prevedrebbero aumenti dei compensi iniziali e una maggiore partecipazione agli incassi, fatta eccezione per Baumbach, che chiederebbe soltanto un aumento del compenso. Gosling vorrebbe 20 milioni di dollari per tornare nei panni di Ken, ruolo che gli è valso una nomination all’Oscar. Robbie avrebbe guadagnato circa 50 milioni di dollari tra compenso e incassi dal primo film, anche se una fonte dello studio sostiene che la cifra finale sarà “ben superiore”. Anche Gerwig avrebbe guadagnato decine di milioni di dollari.

Sono cifre difficili da superare per un sequel che richiederebbe ancora anni di lavoro. Il team sarebbe soddisfatto dei compensi iniziali, ma meno delle condizioni legate agli incassi successivi, una ricostruzione che è stata però contestata. Il gruppo, inoltre, non chiede una percentuale sugli incassi al botteghino e quindi non verrebbe pagato prima che lo studio recuperi i costi.

Nonostante lo scontro, nessuno, a parte Zaslav, sembrerebbe mettere in dubbio il valore del team. Il sequel, infatti, non andrà avanti se Warner Bros. non cambierà posizione. Per alcuni addetti ai lavori, la domanda è inevitabile: come potrebbe non essere nell’interesse degli azionisti realizzare un sequel del film di maggior successo nella storia dello studio?

La vicenda ha attirato critiche anche nei confronti di Zaslav, che potrebbe guadagnare centinaia di milioni di dollari se l’acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount andasse a buon fine. Dallo studio, però, fanno sapere che Zaslav, Abdy e De Luca prendono sul serio i rapporti con i talenti e che le ultime offerte sono state molto importanti.

Le trattative complicano anche i piani di Mattel, la cui divisione Studios ha ottenuto il primo grande successo proprio con Barbie e punta ora a replicarlo. L’azienda ha già un accordo con Warner Bros., ma per realizzare il sequel ha bisogno del team che ha lavorato al primo film.

Nel frattempo, le vendite delle bambole Barbie sono diminuite dopo il picco del 2023. Mattel ha quindi annunciato un nuovo posizionamento della bambola come icona della moda, puntando su abiti e accessori. Robbie, tra le figure più ammirate sul red carpet, sarebbe una presenza ideale per accompagnare questa nuova fase.

Il futuro di Barbie potrebbe infine dipendere da David Ellison, se riuscisse ad aggiudicarsi Warner Bros. Il nuovo proprietario potrebbe riattivare i diritti di Mattel e riportare il team creativo al lavoro sul sequel. “Scommetto che questo sarebbe il primo affare che concluderebbe”, ha affermato la fonte.


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