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Ben Affleck e Matt Damon citati in giudizio per diffamazione per The Rip

Ben Affleck e Matt Damon citati per diffamazione da due agenti su The Rip per presunta falsa rappresentazione nel film Netflix.

Una nuova controversia legale coinvolge Ben Affleck e Matt Damon per il film The Rip, accusato di diffamazione da due agenti della contea di Miami-Dade, Jason Smith e Jonathan Santana. I due, come riportato da Entertainment Weekly, hanno infatti citato in giudizio la loro agenzia, Artists Equity, sostenendo che la pellicola avrebbe danneggiato gravemente la loro reputazione professionale.

Secondo la denuncia, pur non essendo mai citati direttamente, i personaggi interpretati da Damon e Affleck sarebbero troppo simili ai due agenti reali coinvolti in un’operazione di sequestro di denaro nel 2016. Questo legame avrebbe portato, a loro dire, a “un danno sostanziale alla reputazione personale e professionale”, poiché il film suggerirebbe “cattiva condotta, scarso giudizio e comportamento non etico in relazione a una vera operazione di polizia”.

Nel documento legale Smith e Santana accusano Artists Equity e Falco Productions di diffamazione diretta e per implicazione, oltre a richiedere un risarcimento per stress emotivo intenzionale. Netflix, distributore del film, non è invece tra gli imputati.

The Rip racconta la storia del tenente Dane Dumars (Matt Damon) e del sergente investigatore JD Byrne (Ben Affleck), impegnati nello scoprire 20 milioni di dollari legati a un cartello della droga, con conseguente emersione di presunta corruzione all’interno del dipartimento di polizia di Miami-Dade.

Gli agenti sostengono che il film riprenda in modo riconoscibile un caso reale del giugno 2016, quando vennero sequestrati oltre 21 milioni di dollari. Secondo la loro versione, l’ambientazione e i dettagli dell’operazione renderebbero “ragionevole l’associazione tra i personaggi del film e i querelanti”.

La denuncia cita anche alcune scene considerate problematiche, tra cui una in cui il personaggio di Affleck uccide un agente della DEA, sottolineando che tali eventi non sarebbero mai accaduti nella realtà, nonostante l’indicazione iniziale del film lo presenti come “ispirato a fatti realmente accaduti”.

Gli avvocati dei due agenti affermano inoltre che, dopo l’uscita del film, alcune persone avrebbero erroneamente collegato i protagonisti a comportamenti illeciti come uso improprio dei fondi sequestrati. Per questo chiedono una rettifica pubblica, l’inserimento di un’avvertenza ben visibile nel film e un risarcimento danni, inclusi quelli punitivi e le spese legali.

I rappresentanti di Affleck, Damon e Artists Equity non hanno rilasciato commenti, mentre Netflix ha scelto di non intervenire sulla vicenda.


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