Bif&st 2026 Lino Banfi

Bif&st 2026: Lino Banfi accolto con una standing ovation al Teatro Petruzzelli

Alla 17esima edizione del Bif&st, Lino Banfi è stato accolto con una standing ovation al Teatro Petruzzelli.

Lino Banfi, tra i volti più rappresentativi della commedia all’italiana cui il festival ha conferito il Premio Bif&st arte del cinema, è stato l’ospite d’onore al Petruzzelli: dopo la proiezione del film cult del 1982 Vieni avanti cretino di Lucio Salce, sono stati proiettati in anteprima i primi trenta minuti del documentario che lo vede protagonista, Lino d’Italia: storia di un itALIENO, diretto da Marco Spagnoli e prodotto da Minerva Pictures. L’attore originario di Andria si è poi raccontato al pubblico, in talk moderato dal critico e regista Steve Della Casa.

In un teatro gremito di persone che lo ho accolto con una lunga standing ovation, le prime parole di Banfi sono per il Presidente della Regione: “Mi ha commosso rivedere Decaro: quando ci fu la pandemia vidi questo ragazzo dell’età di mio figlio che, oltre a essere sindaco di Bari e presidente dell’ANCI, andava per le strade di Bari chiedendo a tutti di tornare a casa, facendo il “Don Chisciotte”. E dissi a mio figlio Walter: se diventa governatore, lui col cavallo bianco e io con l’asino dietro, vestiti da Don Chisciotte e Sancho, attraversiamo tutta Bari. Per tutto il tempo che avrò ancora a disposizione, per me Decaro sarà sempre il mio governatore, anche se risiedo a Roma.”

A Steve Della Casa, invece, Banfi rivolge un ringraziamento: “Questo signore è stato l’unico che, quando ancora i film che facevo venivano definiti “ricottate”, “guittate”, “stupidate”, ha detto agli altri di guardarli bene. E poi molti di questi sono diventati cult movie.”

Alla domanda su quale suggerimento darebbe a un giovane che intende fare l’attore, Banfi risponde: “Non è facile. Nel mio percorso mi è capitato di non mangiare, piangere, dormire nei vagoni dei treni fermi alla stazione di Milano, farmi operare alle tonsille solo per stare al caldo di un ospedale. Se si è pronti a fare tutto questo, allora si, forse si è pronti a diventare attori famosi. I ragazzi devono fare la gavetta, frequentare una scuola di recitazione o fare teatro. Tutti oggi vogliono essere influencer. Quanti follower hai, quanti hashtag hai; la prima volta che ho sentito la parola hashtag pensavo fosse una malattia, qualcosa agli occhi: “Ho avuto un hashtag, meno male che mi sono messo la crema!”.

C’è però un progetto di Banfi che lo porrà in scherzosa competizione con gli influencer: “È una notizia che do qui al festival in anteprima, non la dite a nessuno! Farò un mio podcast tra qualche giorno, sto trovando il locale a Roma. Sarà un podcast sui fatti degli altri, un po’ come quando ci si incontra con i parenti e gli amici e, non vedendosi da un po’, ci si chiede: “Beh, come vanno le cose?”.

Il tempo dei bilanci è ancora lontano ma Banfi se ne lascia sfuggire uno“Nonostante le centinaia di film e serie TV che ho fatto, sono arrivato all’età di novant’anni senza combinare guai, senza far danni, senza avere malanni, senza trucchi e senza inganni. Non è facile. Vuol dire che ho condotto una vita sana. Quindi sono contento di come siano andate le cose”. 

Con questa stessa pacatezza, Banfi ha sempre dato ai suoi personaggi un apporto personale“Sono uno che ha sempre fatto le cose d’accordo con i registi. Con garbo, ho sempre chiesto: “posso farlo?”. A Sergio Martino dicevo: “Mi è venuta una battuta, che ne dici?” E lui rispondeva: “Se la fai, falla viva, se va bene la tieni, se no la tagli”. E sono andate sempre molto bene.”

Molte di queste battute si sono impresse nell’immaginario collettivo e hanno funzionato da volano per esportare la “pugliesità” fuori dai confini regionali“Ho aperto io questo “vialetto” che ha condotto a far capire che anche noi in Puglia siamo spiritosi, se vogliamo. Non avendo avuto un Eduardo Scarpetta come i napoletani o un Angelo Mosco come i siciliani, abbiamo dovuto fare da noi. Certo, avrò fatto arrabbiare qualcuno, soprattutto quelli di Bari, parlando male e dicendo “Beri” o che “Se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Beri”.

Se dovesse salvare solo uno tra Oronzo Canà e nonno Libero, Banfi non ha dubbi: “Nonno Libero, perché mi ha dato le più belle soddisfazioni del mondo: mi ha fatto abbracciare quattro generazioni che sanno a memoria le mie battute.”

Arriva il momento della premiazione. Il Presidente della Regione Antonio Decaro sale sul palco per premiare l’attore e fa una promessa“Andremo a cavallo, l’ho promesso! Sono particolarmente onorato di essere su questo palco insieme a un attore e un uomo straordinario, che è stato simbolo, testimone e ambasciatore della nostra Regione. Lino Banfi è un pezzo della nostra storia, un antesignano anche della comicità pugliese, ci ha fatto conoscere la Puglia come luogo geografico, linguaggio, spirito di accoglienza, portando ovunque l’umanità e anche la simpatia dei pugliesi. E per questo ti ringraziamo. Viva Lino Banfi e viva la Puglia!”

Lino Banfi viene premiato con la seguente motivazione“Ad un’artista che ha saputo farci ridere quando ce n’era bisogno e anche quando non lo sapevamo ancora, perché i suoi spettacoli, i suoi film non sono mai stati solo una maschera comica ma compagnia, rifugio, memoria. È un volto familiare che ritorna con quel modo tutto suo di stare in scena senza mai mettersi in posa, restando sempre autentico. Con una carriera partita dal teatro e costruita più sulla sostanza che sulle etichette, ha attraversato mode, generi e stagioni, non perdendo mai il rapporto con il pubblico, conquistato film dopo film, battuta dopo battuta, pausa dopo pausa. per tutte le volte in cui ci ha fatto ridere sul serio, commuovere senza retorica e riconoscere in mezzo allo schermo un pezzo di noi. A Lino Banfi il premio Bif&st arte del cinema.”

L’attore, commosso, ha commentato così il premio“Sentivo parlare di questo premio da anni ma non ho mai pensato di poterlo ricevere perché ho sempre fatto film poco artistici. Adesso riceverlo mi fa piacere.”

Il Bif&st – Bari International Film&TV Festival giunto alla sua 17° edizione, è diretto dal giornalista e critico cinematografico Oscar Iarussi, è il festival della Regione Puglia, presieduta da Antonio Decaro, prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission, con presidente Anna Maria Tosto e direttore Antonio Parente.


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