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Bridgerton 4: Katie Leung è Lady Araminta: “Adoro che il pubblico ami odiarla”

In Bridgerton 4, Katie Leung interpreta Lady Araminta, antagonista glaciale e magnetica che il pubblico ama odiare.

La nuova stagione di Bridgerton ha regalato al pubblico un’antagonista destinata a lasciare il segno. A interpretarla è Katie Leung, che nei panni di Lady Araminta Gun domina la quarta stagione con uno sguardo glaciale e una presenza scenica magnetica. Due volte vedova, calcolatrice e determinata a garantire un futuro alle proprie figlie, Araminta si rivela pronta a tutto — persino a intascare segretamente la dote della figliastra Sophie Baek (Yerin Ha) per finanziare il loro debutto in società.

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Il segreto esplode nel finale, quando Sophie la affronta davanti a tutta la famiglia, in una resa dei conti che segna la rovina della posizione sociale di Araminta e incrina definitivamente ogni rapporto con i Bridgerton. Mentre Benedict (Luke Thompson) e Sophie cavalcano verso il loro lieto fine, per Lady Araminta non è previsto alcun arco di redenzione.

Eppure, Leung — già nota al grande pubblico per il ruolo di Cho Chang nella saga di Harry Potter and the Goblet of Fire e per aver dato voce a Caitlyn nella serie animata Arcane — guarda al suo personaggio con occhi diversi. “Adoro il fatto che la gente ami odiarla”, racconta. “Ma penso che stiano odiando la persona sbagliata”.

Per l’attrice, infatti, come riportato da Variety, la vera origine del conflitto risiede nel tradimento del defunto Lord Penwood, il cui segreto ha innescato la crisi. “Nessuno incolpa il marito”, osserva. “Tutti dicono: “Araminta è terribile”. E io penso che sia davvero ingiusto”. Una riflessione che ribalta la prospettiva: perché la donna che resta a gestire le conseguenze diventa automaticamente la cattiva?

Accettare il ruolo non è stato fonte di pressione, anzi. “Sapevo che sarebbe stata antipatica fin dall’inizio”, spiega Leung. “Non dovevo preoccuparmi di piacere al pubblico. Il mio obiettivo era renderla umana”. Dietro la matrigna spietata, l’attrice ha cercato traumi, fragilità e paure. Il risultato è un personaggio complesso, capace di comunicare moltissimo anche solo attraverso uno sguardo — dettaglio che non è sfuggito ai fan online.

Costumi e acconciature hanno fatto il resto: “Una volta indossati, mi sentivo già dentro Araminta e nel suo predominio”. Ma un altro elemento è stato decisivo: la maternità. Leung, neomamma all’inizio delle riprese, racconta di aver trovato proprio in quella fase della vita una nuova sicurezza. “Avere un bambino di un anno assorbe così tante energie che non avevo spazio per l’ansia. Dovevo solo fare bene il mio lavoro”.

Sul set si è creata anche una sintonia speciale con Isabella Wei e Michelle Mao, che interpretano le figlie di Araminta. Per Leung è stato significativo trovarsi circondata da più donne asiatiche nella stessa produzione: “Non ti rendi conto di quanto sia raro finché non lo vivi. Mi sono sentita al sicuro”.

Quanto alla controversa gestione della dote di Sophie, Leung sottolinea la complessità morale del personaggio. Araminta, nella sua mente, era convinta di meritare quella parte per aver cresciuto una figlia non sua. Il momento più devastante per lei non è tanto lo smascheramento pubblico, quanto la reazione delle proprie figlie, soprattutto Posy, che per la prima volta mettono in discussione la sua autorità. “Si è sentita smascherata”, spiega l’attrice, lasciando intravedere persino una scintilla di rimorso nella scena finale, quando Sophie la affronta con inaspettata gentilezza.

E il futuro? “C’è troppa vergogna perché resti vicina a loro”, ipotizza Leung. Ma se c’è un rapporto che meriterebbe di essere ricucito, è quello con Posy.

Dopo aver attraversato tre universi enormi come Harry Potter, Arcane e Bridgerton, Leung oggi vive produzioni di questa portata con maggiore consapevolezza. “Più sono sicura di me stessa, più riesco ad apprezzare il mio lavoro”, confessa. “Se tornerà nella quinta stagione? “Mai dire mai. Finché il personaggio fa provare qualcosa — amore, odio, qualsiasi cosa — allora ho fatto il mio lavoro. E sì, adoro che la gente ami odiarla”.


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