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Bridgerton 4 – Parte 1, la recensione: tra maschere e classi sociali l’inizio del viaggio di Benedict e Sophie

La nuova stagione di Bridgerton: luci, ombre e passioni. Benedict e Sophie tra maschere, sentimenti e differenze sociali

Il mondo di Bridgerton, dopo un lungo periodo di attesa, riapre finalmente le sue porte tra sfarzo, segreti e passioni pronte a esplodere. La prima parte della quarta stagione è infatti arrivata su Netflix, portando con sé l’inconfondibile stile di Shondaland: balli eleganti, colpi di scena romantici e intrighi sociali.

Al centro della scena questa volta c’è Benedict Bridgerton, il secondogenito della famiglia: un’anima libera e artista bohémien, chiamato – controvoglia – a fare i conti con desideri e responsabilità che ha sempre evitato. Tra lampadari scintillanti, corridoi nascosti, maschere e pettegolezzi, la serie ci invita a scoprire ancora una volta un mondo regency dove ogni sorriso nasconde una regola, ogni sguardo un giudizio e ogni amore deve confrontarsi con le convenzioni sociali.

In questo nuovo intreccio, Benedict incontrerà Sophie Baek, una cameriera brillante e determinata, che lo guiderà tra sogno e realtà, tra idealizzazione e concretezza, in una storia di passioni e scoperte che promette di sorprendere.

Benedict e Sophie: tra illusioni, maschere e limiti sociali

Come da tradizione della serie, è un grande evento mondano a dare il via alla storia: il ballo in maschera organizzato da Lady Violet. Tra luci scintillanti, costumi sontuosi e identità celate, la serata si trasforma in un terreno fertile per sogni e illusioni. Ed è proprio qui che Benedict incontra la misteriosa Lady d’Argento, la cui figura cattura il suo sguardo fino a diventare un’ossessione romantica, con la maschera simbolo di un amore idealizzato, costruito sull’ignoto più che sulla realtà. Dietro quell’ideale si nasconde Sophie Baek, la cameriera brillante e determinata interpretata da Yerin Ha.

Lontana dall’immagine della fanciulla in attesa di salvezza, Sophie conosce bene il suo ruolo marginale e le regole non scritte dell’alta società. Al servizio della temibile Lady Araminta Gun, si muove tra dignità personale e invisibilità sociale, consapevole che in un mondo dominato dalla gerarchia e dalle differenze di classe, ogni gesto deve essere calcolato e ogni parola misurata. La sua forza nasce dalla resilienza con cui affronta un mondo che tende a ignorarla, e il contrasto tra la realtà quotidiana delle cucine e dei corridoi del personale e la poesia del ballo rende ancora più evidente la distanza tra ideale e concreto.

Questa disparità viene ulteriormente sottolineata dalla famiglia Penwood, con Lady Araminta, interpretata da Katie Leung, che incarna con eleganza spietata il privilegio e la durezza della classe dominante. La figlia maggiore, Rosamund, segue le orme materne, mentre la più piccola, Posy, si distanzia con la sua ingenuità e sincerità, offrendo uno specchio delle possibilità limitate e delle libertà concesse all’interno del Ton.

Benedict, temporaneamente Visconte in assenza di Anthony e interpretato da Luke Thompson con una malinconia trattenuta, osserva questa aristocrazia con distacco critico, diviso tra il desiderio di restare ai margini e l’impossibilità di sottrarsi completamente alle aspettative familiari. Il suo rapporto con Sophie cresce su una linea sottile, sospesa tra ideale e realtà: mentre lui continua a inseguire l’immagine perfetta della Lady d’Argento, ignaro che la donna che lo ha colpito sia già davanti a lui, il sentimento si sviluppa più per osservazione che per esperienza diretta, creando una tensione romantica latente.

Dietro la magia del ballo e la poesia dell’ideale c’è una realtà fatta di barriere invisibili e limiti sociali. L’amore, anche quando autentico, deve confrontarsi con nascita, rango e posizione nella società, e ogni gesto romantico è filtrato da queste differenze. In questo contesto, Sophie non è solo l’interesse romantico di Benedict, ma anche la lente attraverso cui la serie osserva il Ton “dal basso”, mostrando come desideri, ambizioni e coraggio possano esistere anche dove il privilegio sembra incontrastabile. La fiaba regency, così, non è più solo scandali, balli e passioni: diventa uno specchio delle ingiustizie sociali e delle lotte silenziose che attraversano la società, e la tensione tra illusione e realtà diventa il cuore pulsante della storia.

Amori paralleli e sorprese inattese

Se la storia centrale procede con passo misurato, le trame secondarie aggiungono ricchezza e varietà al racconto. Colin Bridgerton (Luke Newton) e Penelope Featherington (Nicola Coughlan), ormai sposati, continuano a esplorare una relazione matura, segnata dalle conseguenze della rivelazione dell’identità di Penelope come cronista mondana. Francesca Stirling (Hannah Dodd) e John Stirling (Victor Alli) vivono un amore più discreto e silenzioso, fatto di sguardi, gesti composti e complicità sottili che attende di esplodere.

A sorprendere è soprattutto Lady Violet Bridgerton (Ruth Gemmell), coinvolta in una relazione con Lord Marcus Anderson (Ben Miller), che porta sullo schermo un desiderio adulto, consapevole e carico di sottintesi. Questo filo narrativo dimostra che il romanticismo non ha un’unica età e aggiunge profondità emotiva alla stagione.

Tra gli aspetti più riusciti emerge l’attenzione alle relazioni femminili. Dall’amicizia longeva tra la Regina Charlotte (Golda Rosheuvel) e Lady Danbury (Adjoa Andoh), alla complicità tra Eloise Bridgerton (Claudia Jessie) e Hyacinth Bridgerton (Ruby Stokes), Bridgerton continua a raccontare alleanze autentiche in un mondo che spesso vorrebbe le donne rivali. Significativa è anche l’apertura verso “il piano di sotto”: cucine, lavanderie e stanze del personale diventano spazi narrativi centrali, ampliando l’universo della serie e offrendo nuove prospettive sul Ton e sulle sue gerarchie.

Un incanto imperfetto ma seducente

Fedele alla sua cifra distintiva: costumi ricercati, scenografie ricche e una colonna sonora pop rivisitata in chiave orchestrale che accompagnano ogni episodio, questa prima parte della quarta stagione vive di equilibri delicati. Il ritmo talvolta prende il suo tempo e la divisione stagionale lascia alcune emozioni in sospeso, ciò nonostante, Bridgerton continua a esercitare fascino: non sempre colpisce dove ci si aspetta, ma coinvolge grazie a nuove prospettive, personaggi secondari solidi e temi più stratificati.

Il viaggio di Benedict è appena iniziato, e il momento decisivo deve ancora arrivare, non resta quindi che aspettare cche, nella seconda parte, il suo cuore trovi il passo giusto.

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Emanuela Giuliani

Il Voto della Redazione:

7


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