Pronostici Cannes 2026: senza blockbuster Hollywood, Almodóvar, Refn e grandi talenti internazionali guidano la selezione ufficiale.
Anche senza i grandi titoli hollywoodiani, il Festival di Cannes 2026 si preannuncia ricco di un concorso di alto livello, con numerose opere nuove firmate da registi di fama internazionale. Sebbene la Selezione Ufficiale sarà svelata il 9 aprile e molti film siano ancora in attesa di presentazione o valutazione da parte del direttore Thierry Frémaux e della sua commissione, la 79esima edizione promette un mix di titoli affermati e opere emergenti, con una forte presenza di talenti francesi, alcuni film indipendenti in lingua inglese e nuove opere di importanti registi asiatici.
Tra i film più attesi, come riportato da Variety, figurano 1949, dramma ambientato durante la Guerra Fredda con Sandra Hüller e diretto da Paweł Pawlikowski, Amaro Natale di Pedro Almodóvar, ritorno al cinema in lingua spagnola, e il misterioso Her Private Hell del danese Nicolas Winding Refn, con Charles Melton e Sophie Thatcher. Saranno presenti anche The Beloved di Rodrigo Sorogoyen con Javier Bardem e Victoria Luengo, Minotaur di Andrey Zvyagintsev e Out of This World di Albert Serra, ambientato in Russia durante la guerra in Ucraina. Cristian Mungiu debutterà in lingua inglese con Fjord, mentre le registe austriache Sandra Wollner e Marie Kreutzer presenteranno rispettivamente Everytime e Gentle Monster, interpretate da Léa Seydoux e Catherine Deneuve.
Il cinema francese avrà un ruolo importante con opere come il dramma sociale di Stéphane Brizé Un Bon Petit Soldat, il frenetico Full Phil di Quentin Dupieux con Woody Harrelson e Kristen Stewart, Roma Elastica di Bertrand Mandico con Marion Cotillard e Noémie Merlant, Venus Electrificata di Pierre Salvadori e il dramma 15/18 di Cédric Kahn. Dal continente asiatico arriveranno Sheep in the Box, film distopico del giapponese Hirokazu Kore-eda, e All of a Sudden, dramma di Ryusuke Hamaguchi ambientato a Parigi, con Virginie Efira e Tao Okamoto. Anche Asghar Farhadi presenterà un nuovo progetto parigino, Parallel Tales, con Isabelle Huppert e Catherine Deneuve.
Dal cinema indipendente statunitense sono attesi almeno due titoli di rilievo: Paper Tiger di James Gray, thriller poliziesco con Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Teller, e Teenage Sex and Death at Camp Miasma di Jane Schoenbrun, con Hannah Einbinder e Gillian Anderson, prodotto da Plan B e Mubi. Non sono previsti invece film di grandi studi come Mission: Impossible o Top Gun, in linea con quanto dichiarato da Frémaux, che ha spiegato come la minore presenza statunitense rifletta cambiamenti nel settore, tra produzione ridotta di blockbuster e costi elevati per portare i film ai festival. Questo ridimensionamento evidenzia anche la cautela degli studios nel presentare i loro titoli ai festival, dove critiche premature possono compromettere l’uscita, come avvenuto con Joker: Folie à Deux a Venezia.
In definitiva, come ha sottolineato Frémaux, il festival non dipende da Hollywood, ma dalla qualità dei film stessi, e lo dimostra l’edizione dello scorso anno, premiata soprattutto grazie a opere non in lingua inglese, tra cui Sentimental Value di Joachim Trier e The Secret Agent di Wagner Moura.






