Il trailer di ChiaroScuro anticipa la nuova serie light crime con Pierpaolo Spollon e Andrea Lattanzi, dall’11 novembre su Netflix.
Il mondo dell’arte e quello delle indagini si incontrano in ChiaroScuro, la nuova serie light crime in otto episodi con Pierpaolo Spollon e Andrea Lattanzi, che arriverà su Netflix l’11 novembre, e di cui nell’attesa è stato rilasciato il trailer ufficiale.
Prodotta da Lux Vide, società del Gruppo Fremantle, la serie sarà presentata in anteprima assoluta alla 21esima Festa del Cinema di Roma, fuori concorso nella sezione Freestyle, ed è interpretata anche da Matilde Gioli, Romana Maggiora Vergano e Aurora Giovinazzo, e la partecipazione di Paz Vega e Alessandro Preziosi. La serie è scritta da Umberto Gnoli, Michela Straniero, Francesco Arlanch, Elena Bucaccio e Silvia Leuzzi e diretta da Jan Maria Michelini.

Cosmo Speranza (Pierpaolo Spollon) è un art advisor di grande successo, con un talento particolare nel riconoscere un’opera falsa anche attraverso un dettaglio apparentemente insignificante. Una capacità che lo porta a collaborare con la Squadra Mobile di Roma e con l’ispettore Angelo Tiberi (Andrea Lattanzi), con cui dovrà condividere le indagini.
Il loro metodo di lavoro non potrebbe essere più diverso, ma proprio questa distanza li rende una squadra efficace. Mentre Tiberi segue le procedure dell’indagine, Cosmo osserva i luoghi e le opere con l’occhio di chi è abituato a scovare imperfezioni e incongruenze. Anche una scena del crimine, infatti, può essere manipolata e raccontare una versione dei fatti costruita ad arte.
Un caso, però, finisce per toccare direttamente la vita di Cosmo. Sulla scena di un delitto compare un quadro che raffigura la casa in cui è cresciuto. Il dettaglio gli fa capire che l’assassino vuole attirare la sua attenzione e lo porta a tornare su una vicenda che non ha mai smesso di interrogarlo: il suicidio del padre.
Da quel momento l’indagine si intreccia con la storia personale di Cosmo, mentre nuovi elementi mettono in discussione ciò che sembrava già stabilito. Tra opere d’arte, indizi e segreti familiari, la distinzione tra ciò che è vero e ciò che è stato abilmente costruito diventa sempre più sfumata.






