Christopher Nolan difende le scelte di L’Odissea, dalle armature a Travis Scott, spiegando il suo approccio storico e creativo.
Probabilmente il film più atteso dell’estate è senza dubbio L’Odissea, il nuovo lavoro del regista Christopher Nolan, che dopo il grande successo di Oppenheimer, vincitore dell’Oscar, arriva al cinema con un progetto imponente: un’epopea in costume estremamente ambiziosa, con scenografie monumentali, un ampio uso di effetti pratici e migliaia di comparse.
Il kolossal da 250 milioni di dollari, ispirato all’epopea omerica e in uscita nelle sale il 17 luglio, come riportato da Variety, è anche il primo film della carriera di Nolan girato interamente con telecamere IMAX da 70 mm.
Il protagonista è Matt Damon nei panni di Ulisse, re greco impegnato in un lungo e tormentato viaggio di ritorno verso casa per ricongiungersi alla sua devota moglie Penelope, interpretata da Anne Hathaway. Il cast è particolarmente ricco e include anche Tom Holland nel ruolo di Telemaco, Robert Pattinson come Antinoo, Lupita Nyong’o nei panni di Elena di Troia, Zendaya nel ruolo di Atena, Charlize Theron come Calipso, Jon Bernthal nei panni di Menelao e Benny Safdie come Agamennone.
Nel corso di una serie di interviste con la rivista Time, Nolan e il suo team creativo hanno raccontato la realizzazione di L’Odissea, affrontando anche le polemiche online sulle armature dei guerrieri, che molti utenti hanno paragonato alla moderna Batsuit di Batman.
A proposito delle scelte estetiche, Nolan ha dichiarato: “Esistono pugnali micenei in bronzo annerito”, ha detto Nolan. “La teoria è che probabilmente all’epoca fosse possibile ottenere il bronzo annerito. Si prende il bronzo, si aggiungono oro e argento e poi si usa lo zolfo…Con Agamennone, Ellen [Mirojnick], la nostra costumista, sta cercando di comunicare quanto sia elevato rispetto a tutti gli altri. Questo si ottiene attraverso materiali che sarebbero molto costosi.”
Il regista ha poi difeso anche la scelta del rapper Travis Scott, che appare nel film nel ruolo di un bardo e la cui presenza, vista in un primo trailer, aveva sorpreso parte del pubblico: “L’ho scelto perché volevo richiamare l’idea che questa storia sia stata tramandata come poesia orale, che è analoga al rap”, ha detto Nolan.
Chi conosce il lavoro di Christopher Nolan sa quanto il regista sia attento alla precisione nei dettagli. Come già accaduto per Interstellar, per il quale aveva coinvolto un team di scienziati per rendere credibili le leggi della fisica, anche in questo nuovo progetto ha adottato un approccio estremamente rigoroso.
“Per “Interstellar”, la domanda è: “Qual è la migliore ipotesi sul futuro?”. Quando si guarda al passato remoto, in realtà è la stessa cosa”, ha spiegato Nolan. “”Qual è la migliore ipotesi e come posso usarla per creare un mondo?””
Ha poi aggiunto: “Spero che il film piaccia loro, anche se non saranno d’accordo su tutto. Molti scienziati si sono lamentati di ‘Interstellar’. Ma non si vuole che la gente pensi che l’abbiamo fatto con leggerezza.”






