Christopher Nolan è uno dei presidenti più celebri della Directors Guild of America dai tempi in cui Frank Capra guidava il sindacato alla fine degli anni Trenta. E oggi, più che mai, il suo ruolo è carico di responsabilità.
Il regista premio Oscar, come riportato da Deadline, si prepara infatti a condurre la DGA attraverso una fase cruciale di negoziazioni con i principali studi di Hollywood, previste per maggio, dopo l’avvio dei colloqui tra SAG-AFTRA, WGA e l’Alliance of Motion Picture and Television Producers. Si tratterà del primo ciclo di trattative dopo gli storici scioperi di attori e sceneggiatori del 2023, in un contesto industriale profondamente cambiato.
Gli studi stanno investendo miliardi nell’intelligenza artificiale, i livelli di produzione restano bassi nonostante gli incentivi statali — in particolare in California — e tutti e tre i principali sindacati devono fare i conti con gravi criticità legate ai fondi sanitari e pensionistici, messi sotto pressione da anni di elevata disoccupazione. A tutto questo si aggiunge un’ulteriore sfida personale: tra pochi mesi Nolan porterà nelle sale The Odyssey, ambizioso adattamento dell’Odissea di Omero e uno dei film più attesi della sua carriera.
Interrogato sul perché abbia deciso di assumere un ruolo così centrale nella DGA in un momento tanto delicato, Nolan ha spiegato di essere coinvolto da anni nella vita del sindacato. “La regia è una professione solitaria”, ha raccontato durante una recente intervista. “Non si passa molto tempo con altri registi. La DGA mi ha dato l’opportunità di confrontarmi davvero con i colleghi, di discutere problemi creativi e industriali, ed è stata una delle esperienze più gratificanti della mia vita professionale”.
Prima di diventare presidente, Nolan ha fatto parte per oltre dieci anni del consiglio di amministrazione nazionale della DGA e, più recentemente, ha presieduto il comitato sull’intelligenza artificiale, creato per dialogare con gli studios sul futuro utilizzo di queste tecnologie.
La scorsa settimana, in vista delle trattative con l’AMPTP, Nolan ha incontrato Deadline, Variety e The Hollywood Reporter, affrontando temi centrali come l’IA, gli incentivi fiscali, i fondi sanitari, le voci su una possibile vendita di Warner Bros. e le indiscrezioni su eventuali accordi quinquennali proposti dagli studios.
“Le sfide del settore sono sotto gli occhi di tutti”, ha aggiunto Nolan. “I cambiamenti nella distribuzione e nella produzione degli ultimi 10-15 anni, e soprattutto degli ultimi cinque, hanno creato un periodo di forte instabilità. Ho pensato di poter dare un contributo concreto nel rappresentare i membri in questa fase turbolenta”.
Il contratto attuale della DGA scadrà il 30 giugno, poco prima dell’uscita di The Odyssey nelle sale. Nolan riconosce che non tutte le problematiche potranno essere risolte al tavolo delle trattative, ma sottolinea di poter contare su una struttura solida e su un forte sostegno interno.
“Ho ricevuto un aiuto enorme dai presidenti precedenti, dallo staff, dal consiglio direttivo e dai vicepresidenti”, ha spiegato. “Questo sindacato è gestito in modo eccellente”.
Succedendo a Lesli Linka Glatter — presidente dal 2021 al 2025 — Nolan entra in una tradizione di registi in attività che hanno guidato la DGA senza interrompere il proprio lavoro creativo. “Forse dormirò un po’ meno”, ha ammesso, “ma credo profondamente nel valore di avere professionisti attivi alla guida del sindacato”.
Una sfida complessa, dunque, che Nolan sembra pronto ad affrontare con lo stesso rigore e la stessa determinazione che caratterizzano il suo cinema.






