La voce folk di Olivia Chaney conquista Emerald Fennell: la sua ballata in “Cime Tempestose” emoziona il cinema.
C’è una voce che si insinua tra le brughiere come nebbia sottile, fragile e antica, e che in “Cime tempestose” riesce a fermare il tempo. Non è quella della protagonista, né una delle nuove hit pop della colonna sonora: è l’interpretazione intensa e spoglia di Olivia Chaney, che con la ballata ottocentesca “Dark Eyed Sailor” ha conquistato la regista Emerald Fennell, diventando l’anima nascosta del suo adattamento di Wuthering Heights.
Qui la RECENSIONE: “Cime Tempestose”, la recensione: quando l’amore diventa desiderio e condanna
Chaney, come riportato da Variety, ha cantato “Dark Eyed Sailor” più volte di quante ne possa ricordare. Il brano compariva nella tracklist proposta per tre diversi album — incluso il suo disco candidato ai Grammy, The Queen of Hearts — ma ogni volta veniva escluso in fase di registrazione, nonostante fosse già stato masterizzato. Eppure la cantante non ha mai smesso di portarlo sul palco, a Londra e nel mondo, fino a un’esibizione particolarmente toccante per la BBC Radio nel 2013. Proprio quella registrazione, rimasta in sospeso per oltre un decennio, è finita oggi sul grande schermo.
Il film, attualmente nelle sale, è dominato dalla colonna sonora originale della popstar Charli XCX, con brani come “House” e “Chains of Love”. Ma quella di Chaney è l’unica altra voce cantata presente nel film: la sua ballata accompagna Cathy (Margot Robbie) mentre attraversa la brughiera per sposare Edgar (Shazad Latif), dilaniata dall’amore per Heathcliff (Jacob Elordi). La melodia ritorna anche più avanti, amplificando la tensione emotiva del loro legame tormentato.
“Dark Eyed Sailor” racconta una storia dal sapore quasi epico: una donna piange il marinaio creduto disperso in mare, che riappare sotto mentite spoglie per mettere alla prova la sua fedeltà prima di rivelarsi e sposarla. Un racconto di attesa, identità e amore ritrovato che risuona, per contrasto, con le scelte dolorose di Cathy.
Per Chaney, quella registrazione è legata a un periodo personale complesso. “È sempre stata una sfida cantare quella canzone, soprattutto allora”, ha svelato. “Stavo attraversando un momento turbolento. Il finale luminoso della ballata mi metteva quasi a disagio: una parte di me voleva che fosse reale per me, un’altra si ribellava”.
La cantante aveva scoperto il brano alla fine degli anni Duemila grazie al musicista irlandese Matthew Ord. Affascinata dalla forza narrativa della ballata, l’aveva fatta propria, modellandola sulla sua sensibilità. “Nel folk c’è grande libertà interpretativa. Devi conoscere la tradizione, ma anche trovare la tua voce”, spiega. Alla BBC si accompagnò soltanto con un harmonium, in quella che fu la sua prima apparizione radiofonica da solista con il proprio nome. Un momento carico di vulnerabilità, con qualche nota imperfetta rimasta nell’outro — proprio quelle imperfezioni che oggi rendono la registrazione così autentica.
Quando Fennell e il team del film la contattarono, Chaney si offrì di incidere una nuova versione. Ma la regista fu irremovibile: voleva proprio quella del 2013. “C’è qualcosa in quella registrazione — il momento della mia vita, la vulnerabilità della prima sessione da solista — che non si può ricreare”, riflette oggi. Nel montaggio finale del film, un accompagnamento orchestrale minimo si aggiunge solo nel finale, lasciando comunque la voce in primo piano.
Il 13 febbraio Chaney ha pubblicato ufficialmente la sua versione di “Dark Eyed Sailor”, ora disponibile in streaming e in formato digitale. Considerato uno dei brani più amati del suo repertorio, sarà al centro della sua prossima residenza al Kings Place di Londra con la nuova formazione folk-rock elettrica News from Nowhere. È inoltre in lavorazione un album ispirato al compositore barocco Henry Purcell, in uscita a novembre.
Oggi Chaney vive nello Yorkshire, la stessa terra selvaggia che fa da sfondo a “Cime tempestose”, e rivela di aver scritto il suo secondo album isolata in un cottage “molto Cathy e Heathcliff”, di aver incontrato lì suo marito e di crescere in quella contea i suoi due figli.
“È un cerchio che si chiude”, dice. “Alcuni artisti temono di non avere più nulla da dire quando trovano la felicità. Io non mi sento così. C’è ancora molto da raccontare. E il mio prossimo album, proprio come “Dark Eyed Sailor”, è musica che ha vissuto con me per tutta la vita”.






