Il Cinema Fiamma di Roma rinasce come hub culturale: 2.850 mq tra cinema, formazione e spazi creativi dal 2026.
Roma si prepara a riportare in vita uno dei suoi luoghi simbolo: il Cinema Fiamma di via Bissolati. Dopo la chiusura nel 2017, i lavori di ristrutturazione della storica multisala partiranno nell’agosto 2026, nell’ambito di un ampio progetto di rigenerazione e rifunzionalizzazione.
L’intervento nasce dalla collaborazione tra Gianluca Giannelli e Fabia Bettini dell’Associazione Culturale PlaytownRoma, attivi da oltre vent’anni nella promozione del cinema attraverso Alice nella città, il Gruppo Caroli, proprietario dell’immobile e affidatario della gestione artistica, e lo studio di architettura Alvisi Kirimoto. L’obiettivo è trasformare il complesso in un nuovo hub culturale di circa 2.850 mq, unificando gli spazi del Cinema Fiamma e dell’ex discoteca Opengate in un unico sistema integrato.
Non si tratta di un semplice restauro, ma di un’operazione che punta a coniugare memoria e innovazione. Il progetto mira infatti a preservare l’identità storica del luogo, restituendolo alla città come spazio vivo, aperto e dedicato alla produzione culturale contemporanea.
Il Fiamma occupa un posto importante nella storia del cinema italiano: qui sono state ospitate le anteprime di capolavori come La dolce vita (1960) e 8½ (1963) di Federico Fellini, oltre alla prima edizione dei David di Donatello nel 1956. Oggi viene reinterpretato come una “scatola delle meraviglie”, pensata per trasformare la visione cinematografica in un’esperienza immersiva e partecipativa.
Il progetto architettonico, firmato da Alvisi Kirimoto, recupera la visione originaria degli anni ’50 di Marcello Piacentini, che immaginava il complesso come un sistema integrato di cinema e spazi sociali. Questa idea viene oggi aggiornata attraverso un’architettura flessibile e permeabile, capace di mettere in dialogo epoche e pubblici diversi.
Gli interventi prevedono una forte riconfigurazione degli spazi. Il piano terra sarà trasformato in un grande foyer aperto alla città, con hall ampliata, bar e libreria del cinema, pensato come soglia tra spazio urbano e culturale. La sala storica da 165 posti verrà conservata e aggiornata tecnologicamente, mentre al primo piano nascerà una seconda sala da 70 posti, dotata anche di proiezione in pellicola 35mm.
I livelli superiori saranno dedicati alla formazione e alle attività didattiche legate al cinema, mentre i piani interrati diventeranno il cuore sperimentale del progetto: qui troveranno spazio un teatro-ristorante, una biblioteca del cinema, sale di post-produzione, un piccolo cinema da 15 posti e aree espositive e conviviali.
Secondo Giannelli e Bettini, il Fiamma sarà soprattutto un luogo pensato per le nuove generazioni: studenti, scuole di cinema, giovani autori e realtà indipendenti. L’obiettivo è costruire uno spazio di formazione, visione e incontro, capace di dialogare con pubblici diversi e con le trasformazioni del linguaggio audiovisivo contemporaneo.
La programmazione manterrà una forte identità d’essai, con attenzione al cinema d’autore, alle produzioni indipendenti, ai cortometraggi e alle cinematografie internazionali, senza trascurare il patrimonio storico. Sono previste rassegne, retrospettive, anteprime e incontri con autori, in un’offerta pensata per essere insieme accessibile e di ricerca.
Inserito in una più ampia strategia di riqualificazione urbana dell’area tra Termini e Villa Borghese, il nuovo Fiamma si propone come nodo culturale capace di connettere flussi, spazi e comunità. Un progetto che punta a trasformare la rigenerazione architettonica in un’operazione culturale e sociale, in cui pubblico e privato collaborano per generare valore condiviso.






