Dalla rivelazione a Cannes all’acquisto da parte di A24 Club Kid di Jordan Firstman arriva nelle sale italiane il 3 dicembre.
Arriva nei cinema italiani Club Kid, lo sfolgorante debutto alla regia di Jordan Firstman, che al Festival di Cannes 2026, dove è stato presentato nella sezione Un Certain Regard, ha conquistato pubblico e critica con il suo sguardo irriverente e anticonvenzionale, capace di mescolare provocazione e comicità a una sorprendente tenerezza. Tra le rivelazioni del festival, il film è stato acquistato negli Stati Uniti da A24 per 17 milioni di dollari e arriverà nelle sale italiane dal 3 dicembre con I Wonder Pictures.

Pop, spumeggiante e straordinariamente emozionante, Club Kid è ambientato nella nightlife newyorkese, tra club e feste senza fine. Qui lavora Peter (Jordan Firstman), PR trentenne abituato a una vita di eccessi, notti insonni e avventure occasionali. Dichiaratamente gay, si vanta di non essere mai stato con una donna, finché alla sua porta si presenta Arlo (Reggie Absolom), il figlio di dieci anni di cui ignorava l’esistenza, concepito durante una folle nottata. Costretto a prendersi cura di lui, Peter dovrà fare i conti con nuove responsabilità e mettere in discussione il proprio stile di vita.
Nel doppio ruolo di regista e protagonista, Firstman porta sul grande schermo tutta la sua energia provocatoria e il suo talento comico, dando vita a un personaggio egocentrico e sopra le righe, ma del tutto impreparato ad affrontare la vita adulta. Attorno a lui si muove una galleria di personaggi eccentrici e irresistibili, che restituiscono la vitalità, le contraddizioni e il senso di comunità della scena queer newyorkese, tra cui Sophie (Cara Delevingne), sua socia e collaboratrice.
La musica elettronica scandisce le notti frenetiche del film, accompagnando un racconto in cui la pista da ballo diventa uno spazio di libertà, espressione e appartenenza, capace di conquistare fin da subito anche Arlo.
Dietro la superficie sfacciata e l’umorismo tagliente, Club Kid affronta temi universali come la paternità, la paura di crescere, la ricerca della propria identità e il bisogno di sentirsi amati. Senza rinunciare agli eccessi e all’ironia, Firstman firma così una commedia che riflette sul significato della famiglia, tra legami di sangue e affetti scelti, e sulla possibilità di trovare una nuova direzione nella propria vita.






