La terza stagione di Euphoria mantiene vivo il personaggio di Fezco e rende omaggio a Angus Cloud tra memoria e racconto.
Il ritorno di Euphoria segna un momento particolarmente delicato per il pubblico e per il suo creatore, dopo la scomparsa di Angus Cloud, morto nel 2023 a soli 25 anni per overdose di fentanil. L’attore, al suo debutto assoluto, aveva conquistato spettatori e critica interpretando Fezco, lo spacciatore dal cuore complesso introdotto sin dalla prima stagione del 2019.
Nel finale della seconda stagione, il destino del personaggio sembrava segnato: una violenta sparatoria culminata con un blitz della SWAT lasciava il suo futuro in sospeso. Tuttavia, come riportato da Variety, nella terza stagione – arrivata dopo oltre quattro anni di pausa – la serie sceglie una strada narrativa inaspettata: Fez è ancora vivo.
La nuova stagione si apre con un salto temporale di cinque anni, mostrando i protagonisti ormai alle prese con la prima età adulta. Il nome di Fez riemerge in una conversazione tra Rue, interpretata da Zendaya, e Lexi (Maude Apatow). Rue incoraggia l’amica a riallacciare i rapporti con lui, rivelando che Fez continua a parlare di lei con affetto. Ma il dialogo prende una piega amara: “Basta prendere il telefono e chiamarlo. Non è che andrà da nessuna parte. È in prigione per 30 anni”, dice Rue.
Una soluzione narrativa che permette alla serie di mantenere vivo il personaggio, pur facendo i conti con l’assenza dell’attore.
Sul red carpet della nuova stagione, il creatore Sam Levinson ha spiegato la scelta: “Ci sono molte scene in cui le persone parlano con lui al telefono. Ho pensato, se non potevo tenerlo in vita nella realtà, forse in questa serie avrei potuto farlo”.
Levinson ha anche aggiunto che Cloud “si sarebbe sbellicato dalle risate per la sua trama” negli episodi finali, sottolineando quanto fosse importante preservare lo spirito del personaggio.
In un’altra intervista, il regista ha riflettuto con maggiore profondità sulla perdita: “Perdere Angus è stata una tragedia. […] È una delle 70.000 persone morte per overdose di fentanil in questo paese quell’anno. […] La morte ha il potere di dare un senso alla vita. Ti rendi conto di quanto contino i piccoli momenti”.
E ancora: “Per quanto riguarda ‘Euphoria’, mi sono chiesto: come posso raccontare una storia su questo? […] Questa stagione è stata incentrata sull’onorare Angus e sull’esplorare il significato più profondo della vita. […] Tutto si riduce alla gratitudine”.
La première della terza stagione rende omaggio all’attore con una toccante dedica “in memoriam”, che include anche Eric Dane e il produttore Kevin Turen, entrambi scomparsi recentemente.
Infine, la serie sembra affrontare direttamente il tema della dipendenza, inserendo nella trama riferimenti ai pericoli del fentanil, in un chiaro rimando alla tragica morte di Cloud.
Con questa scelta narrativa, Euphoria riesce a fare qualcosa di raro: trasformare una perdita reale in un elemento di racconto, mantenendo vivo il ricordo di un attore che ha lasciato un segno profondo, sia sullo schermo che fuori.






