crime 101 - la strada del crimine

Crime 101 – La Strada del Crimine, la recensione: thriller avvincente ma senza sorprese

Crime 101 – La Strada del Crimine è un thriller elegante e teso, solido nel racconto ma senza colpi di scena che sorprendono.

Ci sono film che ti prendono per mano e ti guidano con sicurezza lungo una strada già tracciata: non rischi di perderti, ma neppure di restare sorpreso. Crime 101 – La Strada del Crimine, il film scritto e diretto da Bart Layton, rientra perfettamente in questa categoria: un thriller classico nella struttura, elegante nei toni e consapevole delle proprie regole, che privilegia la precisione all’azzardo.

Nelle sale italiane dal 12 febbraio, fin dalle prime sequenze, il film avvolge lo spettatore in un’atmosfera fredda e controllata, dove ogni gesto segue un codice preciso e ogni personaggio si muove secondo leggi non scritte. Non ci sono inseguimenti mozzafiato, sparatorie o colpi di scena spettacolari: tutto è costruito sulla tensione sottile, sui dialoghi ridotti all’essenziale dai silenzi calibrati, che lasciano intuire più di quanto venga detto, con l’intento di rendere la suspance un esperienza emotiva.

Tratto dall’omonimo e acclamato racconto di Don Winslow, maestro nel narrare il lato metodico e quasi “professionale” del crimine, Crime 101 eredita l’idea di un mondo regolato dove l’errore non è contemplato e l’illusione dell’“ultimo colpo” rappresenta l’unica possibile via di fuga. Proprio come il racconto originale, asciutto e teso, anche il film si inserisce in quel solco del crime americano, dall’impostazione lineare, più interessato alle dinamiche psicologiche che all’azione.

Solidità narrativa e ambiguità morale

Bart Layton con Crime 101 costruisce una storia che procede con passo sicuro, rispettando il genere e le sue convenzioni: il gioco tra ladro e polizia, l’inevitabile avvicinarsi delle due traiettorie, e la tensione che cresce non attraverso svolte eclatanti, ma per accumulo progressivo di dettagli, sguardi e sospetti. Una struttura che prende forma con una pulizia formale che evita eccessi stilistici privilegiando una messa in scena funzionale.

Tuttavia, proprio questo controllo costante, pur rendendo il film scorrevole finisce per limitare l’ambizione del film, capace di intrattenere ma non di osare e sorprendere. Una visione sobria e coerente che sostiene la storia senza mai sovrastarla: ogni inquadratura e movimento contribuisce di fatto allo sviluppo narrativo e alla tensione, così come il ritmo sicuro privo di cali evidenti, che guidano lo spettatore lungo uno percorso ordinato, il cui equilibrio ne diventa però il limite principale. Affidandosi a soluzioni già collaudate all’interno del genere crime, e rinunciando a scarti stilistici o scelte più audaci che avrebbero distinto il film, il risultato è un film impeccabile nella forma, ma privo di una vera impronta.

La sceneggiatura, firmata dallo stesso Layton, è solida, ben strutturata e priva di forzature, rispettando così i temi fondamentali del racconto di Winslow: il crimine come sistema regolato da codici, la professionalità elevata a valore assoluto, e la convinzione che un “colpo finale” possa risolvere definitivamente ogni problema, come se bastasse un unico atto risolutivo.

In Crime 101 – La strada del crimine quindi non c’è nulla di esplosivo o stravagante, e la prudenza che ne emerge fa sì che i personaggi, lucidi nelle motivazioni e coerenti nelle azioni, seguano percorsi prevedibili, con i loro conflitti interiori più suggeriti che esplorati pienamente.

Le ambiguità morali sono presenti e dosate con attenzione, ma mai approfondite fino in fondo. Chris Hemsworth, nei panni di Mike Davis, è un ladro brillante ma logorato dai rimorsi: interpreta il ruolo con misura e credibilità, trasmettendo stanchezza e determinazione senza mai esagerare. Mark Ruffalo, nel ruolo del tenente Lou Lubesnik, incarna determinazione e precisione investigativa, restando nei confini del poliziotto instancabile.

Barry Keoghan porta inquietudine nella particolare controparte del criminale sciolto di Orman, anche se la sceneggiatura non consente di esplorare appieno le sue sfumature più oscure, rendendolo efficace ma contenuto. Halle Berry, infine, nell’assicuratrice/broker finanziaria Sharon Colvin, pur senza un approfondimento completo, aggiunge spessore emotivo, discrezione e sensibilità, al pari di Monica Barbaro, volto di Maya, legame affettivo fortuito di Mike. Un cast che svolge il proprio lavoro, in cui tra gli altri troviamo anche Nick Nolte nella parte del ricettatore Money, in quello che appare più come un cameo.

Un crime corretto che fa il suo dovere

Crime 101 – La Strada del Crimine è un thriller ben realizzato, elegante e teso nel giusto, che dimostra rispetto per il genere e per il materiale originale. Non inciampa mai mantenendo una qualità costante e offrendo uno spettacolo con una regia competente e un cast di alto livello, che sembra però accontentarsi di fare esattamente ciò che ci si aspetta da lui, senza mai spingersi oltre.

È un film che intrattiene ma che difficilmente resterà impresso una volta terminata la visione, e se la sua atmosfera sospesa e i dialoghi concisi potranno risultare lenti per chi predilige ritmi frenetici, per gli appassionati del thriller psicologico avrà sicuramente il suo fascino. Un thriller in conclusione da vedere, apprezzare e lasciare andare, consapevoli che la strada del crimine, questa volta, è stata percorsa senza deviazioni rischiose.

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Emanuela Giuliani

Il Voto della Redazione:

6


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