Alessio Boni in DON CHISCIOTTE di Fabio Segatori

Don Chisciotte di Fabio Segatori con Alessio Boni in concorso al Bif&st

Sarà presentato alla 17esima edizione del Bif&st Don Chisciotte diretto da Fabio Segatori e protagonista Alessio Boni.

Uscirà al cinema dal 26 marzo Don Chisciotte, il nuovo film di Fabio Segatori, che porta sul grande schermo il capolavoro di Cervantes; una rilettura al contempo fedele e molto attuale. Alessio Boni interpreta con straordinaria verosimiglianza e sincerità “il cavaliere dalla trista figura” affiancato da Fiorenzo Mattu, che conferisce al suo Sancio Panza una toccante carica di umanità. Completano il cast Angela MolinaMarcello FonteGalatea Ranzi e Carlo De Ruggieri, insieme alle esordienti Gabriella Bagnasco nel ruolo di DulcineaMartina Molinaro in quello di Altisidora.

L’opera, prodotta e distribuita da Baby Films con il sostegno di MIC – Direzione Generale Cinema e AudiovisivoCalabria Film Commission Lucana Film Commission, e in collaborazione con Rai Cinema, sarà presentata in concorso il 22 marzo alla 17ª edizione del BIF&ST – Bari International Film&Tv Festival.

Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?”, osserva il regista Fabio Segatori, che aggiunge: “Intorno a Don Chisciotte c’è il deserto, un Medioevo che non finisce mai. Il cavaliere esorta gli uomini a essere liberi, ma alla fine si rende conto che “la libertà è un esperimento nuovo, non ci siamo ancora abituati””.

poster film on chisciottte con alessio boni

Realizzato al di fuori delle logiche industriali dominanti, il film punta sulla potenza del testo classico, sul lavoro degli attori e sullo stupore per dei luoghi mai visti al cinema. I paesaggi sono un vero co-protagonista del film. Il Sud Italia è un luogo mitico e reale, una terra aspra e sospesa nel tempo. Girato nell’Alto Ionio, tra Basilicata e Calabria, il film attraversa calanchi scavati dal vento, castelli medievali a picco sul mare, fiumare, spiagge incontaminate e distese arse dal sole.

È un film fisico, materico. Nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, delle immagini finte, è stato costruito un mulino a vento funzionante alto 12 metri, sul quale Alessio Boni, ripreso con una telecamera, è volato nel cielo a testa in giù.  Un vero “corpo a corpo” contro il mago Freston, il nemico della Giustizia e della Libertà.

La vicenda prende inizio nel 1571, con Miguel de Cervantes, ferito nella battaglia di Lepanto, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata girata in un vero castello cinquecentesco, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film, come altre locations.

Tra febbre e allucinazioni, Cervantes vede dei libri dati alle fiamme: sono di Don Alonso Chichano, un uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che decide di farsi cavaliere errante. Nasce così Don Chisciotte della Mancia, che elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza, sedotto dalla promessa di un castello da governare.

Il cavaliere cerca di difendere i più deboli, anche a costo di apparire ridicolo e folle. Sbeffeggiato, umiliato e infine sconfitto, Don Chisciotte viene riportato a casa in gabbia, ma non può ridursi a una vita senza ideali. E così muore. Nella notte siciliana, Cervantes riapre gli occhi: dal dolore, dalla guerra e dalla follia è nato Don Chisciotte, ovvero il sogno ostinato di un’umanità più libera.


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