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Dwayne Johnson è Maui nel live-action di Oceania: tra protesi, trasformazione e polemiche

Dwayne Johnson torna Maui nel remake live-action di Oceania: tra protesi, sfide fisiche e omaggio alla cultura polinesiana.

Un semidio, una parrucca da sette chili e una trasformazione fisica estrema: il ritorno di Dwayne Johnson nei panni di Maui accende già il dibattito. Il trailer del remake live-action di Oceania ha mostrato per la prima volta l’attore tornare nel ruolo iconico, ma il suo aspetto ha diviso i fan dell’originale animato.

A spiegare le scelte dietro il design del personaggio è stato il regista Thomas Kail, che ha sottolineato quanto fosse cruciale rendere Maui credibile anche nelle riprese in acqua: “Sapevamo che doveva essere qualcosa che desse davvero volume. Dato che si gira in acqua, ‘che aspetto ha da bagnata?’ è una domanda fondamentale quando si realizza Moana. Quella parrucca pesa sette chili in più con tutta l’acqua che contiene, per tutte quelle ore al giorno.”

Ma la vera sfida, come ha raccontato lo stesso Johnson, è stata ben più complessa. “La ‘sfida’ che non avevo previsto era rappresentata dalle protesi, dai capelli e poi dal corpo”, ha spiegato l’attore, aggiungendo: “Si tratta di 40 libbre in più”. Un peso che non era solo fisico, ma anche espressivo: “C’è una certa libertà quando ti esibisci, che sia come attore o come cantante. Quindi ho dovuto adattarmi a come esprimere le mie emozioni attraverso i 18 chili di protesi, capelli e corpo che indossavo.”

Il percorso di trasformazione, come riportato da Deadline, è stato reso ancora più complicato dai progetti precedenti. Dopo aver lavorato a The Smashing Machine e prima di Lizard Music, Johnson si è trovato a gestire continui cambiamenti di peso: “Maui era un tipo grosso, e non riuscivo a perdere peso perché quando si perde peso, lo si perde proprio lì”, ha detto indicando il collo. “Non potevo avere una tuta enorme e poi un collo piccolo e magro. Venti, cinquanta chili sono tanti da mettere su. E poi è un peso enorme da mantenere per mesi…È stato estenuante a causa della tuta e del caldo.”

Le riprese, infatti, sono state fisicamente massacranti: tra una scena e l’altra, racconta, “c’erano letteralmente cinque o sei persone, tutte con i ventilatori, che mi aprivano e mi tiravano indietro i capelli”.

Al di là dell’aspetto spettacolare, però, il film ha per Johnson un significato più profondo. L’attore ha voluto sottolineare il peso culturale del progetto, legato alla rappresentazione dei popoli polinesiani: “Ti rendi conto che stai rappresentando culture e popoli che ti hanno preceduto, che erano navigatori, guerrieri, schiavi, a cui in molti casi è stata tolta la lingua, in molti casi è stata rubata la terra, ma che l’hanno riconquistata, hanno perseverato”.

“C’è ancora questo orgoglio e questa gioia e quest’idea di comunità, cultura e condivisione…Lo condividiamo tutti insieme. Quindi si sente questa responsabilità, e l’impatto è diverso.”

Il live-action di Oceania arriverà nelle sale italiane il 19 agosto, pronto a far discutere ancora prima del debutto, e trasportare il pubblico in una nuova, emozionante avventura tra oceani, miti e tradizioni.


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