Dwayne Johnson

Dwayne Johnson: tra carriera, salute e il mancato sogno dell’Oscar

Dwayne Johnson ha raccontato un episodio di salute, il percorso tra blockbuster e cinema, l’Oscar mancato e il rapporto con politica e IA.

Dwayne Johnson, in vista del ritorno sul grande schermo con il live-action Disney di Oceania, ha raccontato alcuni aspetti molto personali della sua vita recente, intrecciando momenti di fragilità, riflessioni sulla carriera e una visione sempre più definita del proprio ruolo pubblico.

Come riportato da Variety, l’attore ha svelato un episodio che lo ha profondamente segnato durante la promozione di Jumanji al CinemaCon di Las Vegas. La mattina della partenza aveva infatti scoperto un nodulo a un testicolo e, dopo una visita medica, il medico aveva ipotizzato una possibile epididimite, un’infiammazione del canale situato dietro al testicolo che serve a immagazzinare lo sperma, senza tuttavia escludere un’ipotesi più seria come un tumore. Mentre cercava di inquadrare la situazione, e con un lungo evento promozionale ormai imminente, gli era stato così consigliato di rimandare ogni approfondimento al giorno successivo e di fare un’ecografia il prima possibile.

Per quasi ventiquattr’ore Johnson ha quindi convissuto con quell’attesa sospesa, andando avanti con interviste, apparizioni e momenti pubblici senza lasciare trasparire nulla, mentre dentro restava un pensiero fisso difficile da mettere a fuoco. Alla fine però gli accertamenti hanno escluso il peggio: si trattava di epididimite e l’attore ha confermato di stare bene.

Parlando della carriera, tra il ritorno ai grandi franchise come Jumanji e il nuovo Oceania, dove riprende il ruolo del semidio Maui, ha invece raccontato l’esperienza molto diversa di The Smashing Machine. Il film drammatico prodotto da A24 lo ha portato lontano dai registri del blockbuster, con un ruolo più spoglio e fragile, che gli ha permesso di mettersi alla prova in una direzione nuova e che gli è valso alcune tra le recensioni migliori della sua carriera.

Il film ha acceso anche aspettative importanti, fino a far circolare l’ipotesi di una possibile candidatura all’Oscar come miglior attore. Dopo la proiezione al Festival di Venezia, dove si era commosso durante una standing ovation, quelle speranze si erano fatte più concrete. La nomination però non è arrivata. Johnson ha riconosciuto che sarebbe stato un traguardo straordinario, ma ha anche detto di aver capito quanto sia raro arrivare a quel livello, trasformando quella mancata candidatura non in una battuta d’arresto, ma in uno stimolo a continuare a lavorare e a crescere.

In merito al tema della sfera politica, Jhonson dopo aver sostenuto Joe Biden nel 2020 e aver espresso il rammarico per le divisioni che quella scelta aveva generato tra il pubblico, ha deciso di non esporsi più con endorsement politici, preferendo tenere quel tipo di convinzioni in una dimensione privata.

Oggi, spiega, la sua attenzione è rivolta soprattutto alla recitazione e alla narrazione. La politica, dice, è inevitabilmente divisiva e onnipresente, ed è anche per questo che ha scelto di non alimentare ulteriori contrapposizioni, pur riconoscendo la complessità del clima attuale. Il suo criterio è diventato più semplice: intervenire solo su ciò che riguarda davvero il suo lavoro e la sua identità professionale, lasciando il resto fuori scena.

Infine, guarda con curiosità all’intelligenza artificiale con un’interesse prudente: un cambiamento da osservare, capire e solo dopo eventualmente giudicare. Un atteggiamento che riassume bene la sua posizione attuale, più misurata e consapevole, dentro il cambiamento senza la fretta di definirlo.


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