Nel settimo episodio di Euphoria, Rue si mette nei guai con una rapina, Cassie crolla e Nate arriva a un finale scioccante.
Nel settimo episodio della terza stagione di Euphoria la tensione raggiunge uno dei suoi picchi più alti e le storie dei personaggi iniziano a intrecciarsi in modo sempre più caotico, portando a conseguenze pesanti e inevitabili.
Dopo essere sfuggita più volte alla morte nel corso della stagione, Rue Bennett (Zendaya) si ritrova ancora una volta in una situazione estremamente rischiosa, decidendo di tentare una rapina ai danni del cartello di Laurie e cercando contemporaneamente di manipolare i rapporti tra le organizzazioni criminali coinvolte. Con l’aiuto di Faye (Chloe Cherry) si introduce così nell’abitazione nel cuore della notte, ma il piano fallisce quando la ragazza, terrorizzata, urla svegliando tutti e mettendo Rue in gravissimo pericolo.
Parallelamente, il suo stato mentale oscilla sempre di più, fino a trasformarsi in una sorta di risveglio spirituale: dopo aver avuto la visione di un roveto ardente, racconta ad Ali (Colman Domingo) di aver sentito la voce di Dio prometterle salvezza e una via d’uscita dal dolore. Questa nuova fede le dà l’illusione di poter sopravvivere a qualsiasi cosa, anche se chi le sta accanto, come Lexi (Maude Apatow), guarda con crescente preoccupazione al suo comportamento.
La situazione si sposta poi su Nate Jacobs (Jacob Elordi), che vive ormai una fase di totale disfacimento personale. Un tempo aggressivo e dominante, appare ora svuotato dai debiti e dai fallimenti. Gli strozzini che lo tengono prigioniero lo seppelliscono in una fossa lasciandogli solo una piccola apertura per respirare, mentre concedono a Cassie (Sydney Sweeney) tre giorni per trovare il denaro necessario a salvarlo. Anche lei viene rapita, ma riesce a liberarsi grazie all’aiuto di Maddy (Alexa Demie), che coinvolge Alamo (Adewale Akinnuoye-Agbaje) per affrontare i criminali e ribaltare la situazione. Quando finalmente Cassie riesce a raggiungere Nate, però, è troppo tardi: un serpente a sonagli lo ha morso nella fossa e lui muore poco prima del salvataggio. La scena lascia Cassie devastata davanti al corpo del marito, segnando una trasformazione improvvisa e brutale del suo personaggio, che si trova già in un momento di profonda instabilità personale.
Dopo aver abbandonato OnlyFans nel tentativo di costruirsi una carriera come attrice “seria”, Cassie viene licenziata da una produzione che non vuole gestire le polemiche legate al suo passato online. Senza prospettive e alla ricerca disperata di visibilità, mette in atto un piano manipolatorio con Dylan Reed (Homer Gere), un attore che aveva lavorato con lei. Durante un appuntamento lo fa ubriacare, va a letto con lui e poi gli ruba il telefono per pubblicare sul suo profilo Instagram un messaggio esplicito che la rimetta al centro dell’attenzione mediatica. La scena diventa ancora più disturbante quando Dylan beve inconsapevolmente accanto al dito congelato di Nate, conservato da Cassie come macabro promemoria della tragedia che si sta consumando.
Infine, l’episodio dedica spazio anche al passato di Ali (Colman Domingo) attraverso una serie di flashback narrati da Rue. Viene mostrato il suo difficile percorso verso la sobrietà dopo aver distrutto il proprio matrimonio e toccato il fondo. Lo vediamo affrontare la solitudine, partecipare agli incontri di recupero durante il periodo del COVID e cercare di aiutare altri tossicodipendenti. Oggi Ali prova a fare lo stesso con Rue, pur intuendo quanto la situazione sia fragile e complessa. Il loro rapporto resta uno dei pochi punti di equilibrio emotivo della serie, sospeso tra comprensione, ironia e speranza.






