Riverrun di Philippe Parreno

Festa di Roma 2026, in Freestyle l’anteprima mondiale di Riverrun di Philippe Parreno

Riverrun di Philippe Parreno, con Charlotte Gainsbourg, sarà presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Roma 2026.

Alla 21ª edizione del Festival del Cinema di Roma, nella sezione Freestyle, sarà presentato in anteprima mondiale Riverrun, debutto nel lungometraggio di finzione del celebre artista contemporaneo e regista francese Philippe Parreno. Con Charlotte Gainsbourg, Zoë Saldaña, Vicky Krieps e Angela Molina, il film è un viaggio intenso e visionario che esplora la fragilità del corpo e dell’identità, la trasformazione e la ricerca di sé. Riverrun uscirà in Italia nella primavera del 2027, distribuito da Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures.

Lucy H sta attraversando un periodo di depressione e il suo psichiatra, il dottor Cruz, la manda in una clinica sperduta in Spagna. Un incontro casuale con Tony sconvolge la sua identità e la porta in un viaggio che va oltre la terapia, verso regni dell’esistenza a lei sconosciuti.

Riverrun, con la fotografia di Maceo Bishop e le musiche originali di Invisible Mountain (Nicola Becker e LEXX), è una produzione di Felix Culpa, Anna Lena Films, MDAC Productions, LEAF Films, ProdCo e Angel Archer, in collaborazione con LUMA Projects, The Island Art Studios, Eolo Film Productions, LB Entertainment, Longfield Productions e Out of Order. Coproduttori: Film I Väst, Snowglobe Films e Radiance Pictures.

“Il film non spiega la depressione, né la cura né la glorifica. La sposta dal soggetto all’ambiente, dal dolore alla durata. Una persona rinuncia alla centralità, accettando di non essere più un soggetto sovrano, ma piuttosto continuità, durata, paesaggio. Ed è proprio questo gesto radicale ed empatico che impedisce di appesantire l’opera con momenti di spiegazione — che permette di abbracciare pienamente una certa opacità narrativa. Se proponiamo la depressione come un rallentamento alla scala della geologia, e l’emozione non più come una crisi ma come un clima, abbiamo già aggirato l’immensa trappola della resilienza spettacolare, in particolare attraverso la terapia”. Philippe Parreno.


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