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Gilead si risveglia a Series Mania: Chase Infiniti e Ann Dowd presentano The Testaments

Serie Mania accoglie The Testaments: Chase Infiniti e Ann Dowd parlano di ribellione, resilienza e potere femminile a Gilead.

L’attesa è finalmente terminata: la prima mondiale di The Testaments ha aperto il festival francese Series Mania, portando sul red carpet un racconto di potere, ribellione e resilienza femminile. La nuova serie, prodotta da MGM Television e basata sull’omonimo romanzo di Margaret Atwood, debutterà su Disney+ ad aprile e racconta la drammatica storia di formazione di una giovane donna a Gilead, tra rigore, oppressione e piccoli gesti di libertà.

Il film, come riportato da Variety, segue le vicende di Agnes (Chase Infiniti) e Daisy (Lucy Halliday), una nuova arrivata e convertita proveniente da oltre i confini di Gilead, mentre navigano i corridoi dell’esclusiva scuola preparatoria per future mogli di zia Lydia, interpretata da Ann Dowd (Ann Dowd).

Dowd, celebre per il ruolo della villain più amata dal pubblico, ha raccontato: “La adoro. Questo è il nostro lavoro come attori: non giudicare. Io non la giudico, ed è diventata una mia carissima amica. Ho imparato a conoscerla, lei ha imparato a conoscere me, e non potrei esserle più grata.” Per lei riprendere il ruolo è stato “un grande piacere e una grande gioia, un privilegio totale. Immaginate di conoscere un personaggio per tanti anni: che fortuna incredibile.”

Anche Lucy Halliday ha condiviso l’emozione di lavorare con un materiale così solido e iconico: “Avevamo a disposizione sia il romanzo che la leggendaria serie televisiva conclusasi dopo sei stagioni. Con Chase Infiniti siamo entrambe fan di The Handmaid’s Tale. Inoltre, Ann, Warren Littlefield, Bruce Miller ed Elisabeth Moss [produttrice esecutiva] ci hanno supportato, creando un’atmosfera di fiducia e collaborazione.” Halliday ha ricordato l’approccio di Miller: “Si sedeva con te e discuteva ogni dettaglio, ascoltando le tue idee. Questo ti fa sentire responsabile, ma anche rassicurata. Pensavo: possiamo fare un buon lavoro, e spero che il pubblico la pensi allo stesso modo.”

Chase Infiniti ha sottolineato il ruolo dei costumi, veri strumenti di immersione nel personaggio: “Sono come la prima armatura. Realizzati su misura, a volte possono risultare restrittivi, ma ci aiutano a calarci fisicamente nei ruoli.”

Anche il creatore Bruce Miller e il produttore Warren Littlefield erano presenti a Lille. Miller ha spiegato: “Se ‘The Handmaid’s Tale’ raccontava le storie di chi si trovava ai margini di Gilead, questo film mostra le donne al vertice. Ma anche la posizione più alta e quella più bassa, per le donne, sono sorprendentemente simili.”

Littlefield ha aggiunto: “Questa è una storia di risveglio e ribellione tra le giovani donne di Gilead e quelle cresciute lì. È l’espansione del mondo.” Nonostante l’atmosfera cupa, è fondamentale che “mantenga un tocco di umanità. Viviamo in un mondo oscuro, e la speranza nasce dalla forza e dalla resilienza di queste giovani donne. Nella prima stagione, saranno pronte a combattere e a riscattarsi.”

Durante la cerimonia di apertura, l’amministratore delegato Laurence Herszberg ha dato il benvenuto anche alla giuria internazionale, presieduta dal regista islandese Benedikt Erlingsson, che ha scherzato sul passato festivaliero: “L’anno scorso ‘The Danish Woman’ non ha vinto. Ora sono qui per vendicarmi…assicurandomi che vinca la serie migliore.”

Una nota malinconica ha accompagnato l’assenza della giurata Ida Panahandeh, impossibilitata a partecipare a causa della guerra in corso. In un messaggio al pubblico, ha sottolineato l’importanza della libertà creativa e la necessità di condannare ogni forma di violenza: “Condanniamo la guerra, che sia in Ucraina, in Iran o a Gaza. Condanniamo l’uccisione di bambini e civili, a prescindere dal colore della loro pelle o dei loro occhi.”

Herszberg ha concluso ricordando il valore della cultura in tempi di crisi: “Series Mania dà voce agli artisti e alle loro opere. La cultura non è un lusso dei periodi di pace, ma il filo che unisce gli esseri umani, oltre confini, lingue e paure.”


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