grand ciel film

Grand Ciel di Akihiro Hata al cinema dal 5 marzo

Nei cinema italiani dal 5 marzo distribuito da No.Mad.Entertainment: Grand Ciel, diretto dal regista Akihiro Hata.

Presentato nella sezione Orizzonti all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, Grand Ciel (Francia/Lussemburgo) di Akihiro Hata (Les Invisibles, A la chasse) arriva nelle sale il 5 marzo, distribuito da No.Mad Entertainment. Prodotto da Good Fortune Films e Les Films Fauves, il film è sceneggiato dallo stesso Hata insieme a Jérémie Dubois. Nel cast, oltre a Damien Bonnard – già protagonista di Les Misérables, candidato all’Oscar come Miglior Film Internazionale – ci sono Samir Guesmi (Ibrahim, L’effetto acquatico, Fratè), Mouna Soualem (Ti meriti un amore, Presenza, You resemble me) e Tudor-Aaron Istodor (Fixeur, Miss Christina).

poster gran ciel

A supportare la distribuzione, si uniscono il mondo associativo con ARCI Roma e AGCI Calabria, da sempre impegnati nel denunciare la disumanizzazione e l’indifferenza verso le morti sul lavoro, tema centrale del film.

Ispirato a un fatto realmente accaduto in Francia pochi anni fa, Grand Ciel affronta la sicurezza dei lavoratori e mette in luce come, in una società tecnologicamente avanzata, la vita umana sia spesso sacrificata agli interessi economici e politici. La storia segue Vincent (Damien Bonnard), operaio notturno in un cantiere futuristico, e i suoi colleghi, costretti a turni massacranti e protocolli di sicurezza inadeguati. Quando un operaio scompare misteriosamente, Vincent sospetta che i superiori stiano insabbiando un incidente, ma presto sparisce anche un altro collega…

In Italia, nel 2025, le vittime sul lavoro sono state 1.093, più di tre al giorno, secondo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, con un aumento delle denunce di infortunio. A questo drammatico bilancio si aggiungono i lavoratori irregolari, spesso stranieri, veri e propri “schiavi del terzo millennio” che muoiono ogni giorno nel silenzio e nell’indifferenza. In un paese che si definisce evoluto, questo non è accettabile.

“L’ispirazione per il film – racconta il regista Akihiro Hata – nasce principalmente da un fatto di cronaca. Nel 2015, un lavoratore interinale senza documenti è morto sul posto di lavoro ed è stato dimenticato, scomparendo in una zona grigia da punto di vista legale. Nessuno si era accorto della sua assenza, nonostante lavorasse nel cantiere da diverse settimane. Come se nulla fosse, come se Mamadou Traoré non fosse mai esistito. Senza il lavoro di investigazione svolto dalla CGT (Confederazione Generale del Lavoro, il sindacato più importante di Francia) Mamadou Traoré, morto come lavoratore privo di documenti, sarebbe scomparso senza lasciare traccia.

Questa idea è diventata un’allegoria. Nel film le scomparse rappresentano l’alienazione, la cancellazione di sé dovuta alle pressioni e alla competizione sul lavoro e l’invisibilità dei lavoratori più precari. Per me il cinema ha il potere di rendere visibile l’invisibile: di mostrare ciò che non viene mostrato o ciò che non vogliamo vedere. Le scomparse in questo film incarnano il cinismo e l’orrore del mondo di oggi”.


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