Halle Bailey racconta come le critiche razziste per La Sirenetta e l’esperienza le abbia insegnato a restare fedele a sé stessa.
A tre anni dall’uscita del live-action Disney La Sirenetta, Halle Bailey torna a riflettere sull’esperienza di aver interpretato Ariel e sull’impatto delle polemiche che hanno accompagnato il film. L’attrice, come riportato da Variety, ha raccontato di essersi sentita, col tempo, quasi liberata dalle critiche razziste ricevute dopo l’annuncio del casting.
All’epoca, infatti, la scelta di affidare il ruolo della celebre principessa a un’attrice nera aveva scatenato una forte reazione online, con attacchi da parte di troll e fan tossici. Nonostante questo, la Bailey oggi afferma di non avere rimpianti.
Durante un’intervista a The Independent, rilasciata mentre promuove la commedia romantica You, Me & Tuscany, l’attrice ha dichiarato: “‘La Sirenetta’ è stata un’esperienza meravigliosa per me, e sento che mi ha insegnato ad ascoltare me stessa e le voci positive dentro di me. Ho imparato a ignorare il rumore”.
Bailey ha poi approfondito il modo in cui ha vissuto l’ondata di opinioni contrastanti: “Come posso spiegarlo…In realtà è stato liberatorio trovarmi nel mezzo di questa conversazione in cui arrivavano così tante opinioni diverse, e tutte così opposte tra loro… Mi sentivo come se mi stessi guardando riflessa in una tazza, osservando come le persone reagivano…Crescere in questo settore può davvero sviluppare il tuo senso di identità, e per me, in un certo senso, mi aiuta a rimanere con i piedi per terra. So che per alcune persone è il contrario, ma io penso sempre tra me e me: ‘Niente di tutto questo è reale’”.
Per mantenere equilibrio e prospettiva, l’attrice ha spiegato di rifugiarsi spesso nella natura: “Adoro sentirmi piccola, rendermi conto di quanto il mondo sia grande e meraviglioso e di come io ne sia solo una piccolissima parte. Il fatto di essere qui è una benedizione e sono grata [di poter fare musica e recitare], ma allo stesso tempo, non è questo che conta nella vita. Ciò che conta è rimanere con i piedi per terra e stare vicini alle persone che amiamo”.
Già prima dell’uscita del film, Bailey aveva dichiarato alla rivista The Face che, “in quanto persona di colore, ti aspetti” reazioni razziste di quel tipo e che “non è più una sorpresa”. In quell’occasione aveva anche ricordato un consiglio ricevuto da Beyoncé, con cui lei e sua sorella Chlöe avevano firmato: “Non leggo mai i commenti. Non leggerli mai”.
Bailey ha inoltre sottolineato quanto sia importante la rappresentazione: “So che la gente dice: ‘Non c’entra niente la razza’. Ma ora che sono lei…La gente non capisce che quando sei nera c’è tutta un’altra comunità. È così importante per noi vederci rappresentate”.
L’attrice aveva raccontato anche di aver trovato sostegno nella sua famiglia durante le polemiche, soprattutto quando l’hashtag #NotMyAriel era diventato virale. I suoi nonni le avevano condiviso esperienze personali di discriminazione, incoraggiandola a non farsi abbattere: “Non hai idea di cosa questo significhi per noi, per la nostra comunità, per tutte le bambine nere e di colore che si riconosceranno in te”.
Dal canto suo, il regista del film, Rob Marshall, aveva ribadito a Entertainment Weekly che la scelta del casting non era guidata da criteri etnici: “Cercavamo semplicemente il miglior attore per il ruolo, punto e basta”.






