Hiedra di Ana Cristina Barragán: un racconto sospeso tra desiderio e trauma, premiato a Venezia e in arrivo al cinema dal 27 maggio.
Dopo il successo all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Orizzonti, dove ha vinto il premio per la Miglior Sceneggiatura, Hiedra, il nuovo film scritto e diretto da Ana Cristina Barragán, arriverà nelle sale il 27 maggio, distribuito da MFF – Michael Fantauzzi Film.
Interpretato da Simone Bucio e da Francis Eddú Llumiquinga, qui al suo esordio cinematografico, Hiedra si colloca sul sottile confine tra desiderio e trauma, dando forma a un racconto sospeso, attraversato da una tensione continua tra attrazione e distanza.
Protagonista è Azucena, una donna di trent’anni che osserva da lontano un gruppo di adolescenti ospitati in una casa famiglia. Tra loro c’è Julio, diciassettenne, con cui si sviluppa un legame istintivo e ambiguo. Nonostante le differenze sociali che li separano, il reciproco riconoscimento e le ferite che entrambi portano li spingono verso un percorso condiviso, lontano da qualsiasi senso di appartenenza, fino a un paesaggio vulcanico che si trasforma in luogo di cambiamento.

Con Hiedra, Barragán prosegue una ricerca cinematografica che privilegia l’implicito rispetto all’esplicito. Il film si costruisce per sottrazione, esplorando le zone d’ombra dell’intimità e lasciando affiorare il non detto attraverso corpi, gesti e silenzi. La macchina da presa si avvicina ai personaggi con discrezione, quasi fosse una presenza invisibile, restituendo una dimensione profondamente fisica e sensoriale dell’esperienza.
Il lavoro con attori non professionisti, accanto a una protagonista intensa come Simone Bucio, contribuisce a creare una materia viva, in cui fragilità e spontaneità diventano elementi centrali della messa in scena. Ne emerge un film che rifiuta ogni forma di spiegazione didascalica, affidandosi invece a una costruzione emotiva e percettiva, capace più di evocare che di spiegare.
“Mi interessava la forza dell’ambiguità, ciò che si muove sotto la superficie della storia: il formicolio al braccio quando è il gomito a urtare, il volto che si accende per l’ansia, la ferita dell’infanzia che affiora nei piccoli gesti. Volevo portare al limite le intimità che consideriamo normali. In Hiedra cerco qualcosa di disordinato nel desiderio, qualcosa di irrisolto, edipico”, ha dichiarato la regista.
Dopo Alba (2016), presentato al Festival di Rotterdam e candidato dell’Ecuador agli Oscar, e La Piel Pulpo (2022), selezionato al Festival di San Sebastián, Hiedra rappresenta un nuovo capitolo nel percorso autoriale di Barragán, confermandola come una delle voci più personali e riconoscibili del cinema contemporaneo latinoamericano.
Attualmente la regista è al lavoro su diversi progetti: il suo quarto lungometraggio, Amapola; una serie di finzione intitolata La Costra y la Miel; il suo primo documentario; oltre a varie iniziative legate alla fotografia analogica e alla scrittura.






