Le prime reazioni a Hunger Games: L’alba sulla mietitura esaltano il prequel e Joseph Zada, promosso nel ruolo di Haymitch.
Il mondo di Hunger Games torna sotto i riflettori con L’alba sulla mietitura, il nuovo prequel della saga che, stando alle prime reazioni, dà nuova energia al franchise senza perdere di vista le sue radici. Alcuni critici lo paragonano a Rogue One e Andor per il modo in cui affronta il prezzo della ribellione, mentre altri apprezzano la capacità dell’adattamento di valorizzare personaggi e temi già amati dal pubblico. Tra gli aspetti più apprezzati c’è Joseph Zada, chiamato a raccogliere l’eredità di Woody Harrelson nel ruolo di Haymitch Abernathy.
Il critico cinematografico Griffin Schiller ha definito il film il “Rogue One” e l’“Andor” di Hunger Games, sottolineando il modo in cui intreccia perdita, sacrificio e desiderio di ribellione. Grande fan della saga e, in particolare, del romanzo da cui è tratto il film, Schiller considera L’alba della mietitura un adattamento riuscito, capace di restituire la forza emotiva della storia.
Gavin Spoors, caporedattore di Filmhounds Magazine e critico del Tomatometer, si è soffermato sul terzo atto, definendolo “eccezionale” e capace di sconvolgere lo spettatore. Ha apprezzato soprattutto le interpretazioni, a partire da quella di Zada, che considera una vera star. Secondo Spoors, il film affronta con efficacia il costo di una rivoluzione e la responsabilità individuale di chi sceglie di prendervi parte.
Matt Neglia, caporedattore di Next Best Picture, ha elogiato il casting, osservando come gli interpreti riescano a dare nuova vita a personaggi già conosciuti, preservando le qualità che li hanno resi avvincenti. Tra le prove che lo hanno colpito ci sono quelle di Glenn Close, che si distingue per il suo volto inquietante, e Jesse Plemons, capace di richiamare lo spirito del compianto Philip Seymour Hoffman.
Neglia ha riservato particolare attenzione all’interpretazione di Zada, alle prese con un ruolo impegnativo sul piano fisico ed emotivo. L’attore restituisce l’essenza di Haymitch, combinando il fascino e la simpatia del personaggio con l’amarezza che Woody Harrelson aveva portato sullo schermo nei film precedenti. Il risultato si inserisce nel lavoro di Francis Lawrence, che continua a esplorare nuove possibilità narrative e visive all’interno di un universo ormai familiare. Scenografie e costumi restano, secondo il critico, tra i punti di forza della produzione, mentre la storia riporta al centro Haymitch, figura fondamentale per l’intera saga. Se questo fosse l’ultimo film di Lawrence nel franchise, conclude Neglia, rappresenterebbe un buon modo per congedarsi.
Lauren LaMagna, collega di Neglia a Next Best Picture, condivide l’apprezzamento per la regia, sottolineando come Lawrence riesca a rinnovare questo mondo senza rendere ripetitive situazioni già viste. Ha descritto Zada “struggentemente radioso” nei panni del giovane Haymitch, riconoscendo nella sua prova quella di una stella nascente.
Perri Nemiroff di Collider ha indicato l’attore tra gli elementi più convincenti del film. Dopo averlo apprezzato in We Were Liars, la critica racconta di essere rimasta sorpresa dalla sua capacità di esprimere il calore e il fascino di Haymitch, facendo emergere al tempo stesso la rabbia e il dolore provocati dagli Hunger Games. Gran parte del peso emotivo del racconto ricade sulle sue spalle, ma, secondo Nemiroff, l’attore affronta con efficacia le diverse sfumature del ruolo. “Questo è solo l’inizio per Zada”, conclude.
Nemiroff ritiene inoltre che il prequel possa spingere gli spettatori a riguardare i film originali con occhi diversi, come già accaduto con La ballata dell’usignolo e del serpente. La storia ricorda quanto tempo e sacrifici possano essere necessari per innescare un cambiamento reale, aggiungendo un nuovo tassello al percorso cinematografico della saga.
Nina Starner, firma di Static Media, ha espresso un giudizio positivo sul film e sulla scelta di Zada per il ruolo di Haymitch, ritenuta particolarmente azzeccata. A suo parere, Hunger Games: L’alba della mietitura si inserisce bene nel franchise e collega le vicende della saga originale a quelle del precedente prequel. Il mondo rappresentato sullo schermo appare terrificantemente reale e il film merita, secondo Starner, un voto A.
Basato sul romanzo Sunrise on the Reaping di Suzanne Collins, pubblicato nel 2025, il film segue il giovane Haymitch durante i 50esimi Hunger Games, quando è costretto a lottare per sopravvivere nell’arena. La vicenda è ambientata 24 anni prima degli eventi del primo Hunger Games e racconta una fase precedente alla storia dei personaggi già noti al pubblico. Accanto a Zada, il cast comprende Jesse Plemons nel ruolo di Plutarch, Ralph Fiennes in quello del presidente Snow, Kieran Culkin nei panni di Caesar Flickerman, Elle Fanning come Effie Trinket, Maya Hawke nel ruolo di Wiress e Kelvin Harrison Jr. in quello di Beetee. Tra le new entry figurano McKenna Grace, Glenn Close e Whitney Peak.
Francis Lawrence torna alla regia dopo aver diretto tutti i film della saga cinematografica, fatta eccezione per il primo, affidato a Gary Ross. L’attesa è legata anche al ritorno di Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson e Woody Harrelson nei ruoli di Katniss, Peeta e Haymitch. Il romanzo di Suzanne Collins si conclude infatti con un epilogo ambientato nel futuro, nel quale ricompare il trio protagonista, lasciando supporre che l’adattamento cinematografico possa seguire la stessa strada.
Con una storia incentrata sul sacrificio, sulle scelte individuali e sulla nascita della ribellione, Hunger Games: L’alba della mietitura amplia quindi ulteriormente l’universo della saga. Il film arriverà nelle sale italiane il 19 novembre, distribuito da Notorious Pictures.






