Al cinema dal 13 al 15 aprile distribuito da Wanted Cinema: Il Figlio più Bello, il documentario diretto da Giovanni Piperno e Stefano Rulli.
In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, che si celebra il 2 aprile, Wanted è lieta di rilasciare una clip inedita da Il figlio più bello, un film che affronta questo tema con profondità, verità e uno sguardo intimo e universale.
Nelle sale il 13, 14 e 15 aprile, Il figlio più bello è il nuovo documentario diretto da Giovanni Piperno (16 mm alla rivoluzione) e Stefano Rulli, un racconto intimo e necessario che attraversa oltre quarant’anni di vita familiare, mettendo al centro il legame profondo e complesso tra un padre e un figlio con il disturbo dello spettro autistico. In una giornata che invita alla consapevolezza, all’inclusione e alla comprensione dell’autismo, il film offre uno sguardo autentico su cosa significhi convivere con questa condizione, andando oltre stereotipi e semplificazioni, e restituendo tutta la complessità delle relazioni familiari.
Quando Matteo nasce nel 1978, in Italia “non si sa cosa sia l’autismo”. I suoi genitori, la scrittrice Clara Sereni e lo sceneggiatore Stefano Rulli, affrontano anni sfidanti fatti di diagnosi sbagliate, notti insonni e crisi improvvise. In un Paese impreparato, la loro esperienza si trasforma in una battaglia non solo privata ma anche civile, contribuendo a costruire nuovi modelli di accoglienza e inclusione.
Il figlio più bello diventa così anche un racconto del cambiamento culturale sull’autismo in Italia: da una condizione invisibile e poco compresa a una realtà sempre più riconosciuta, anche grazie al lavoro di famiglie, operatori e comunità. Ma il cuore del film resta profondamente umano: il viaggio emotivo di un padre che deve imparare a lasciare andare il proprio figlio. Un percorso che parla a tutte le famiglie, e che nella Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo trova una risonanza ancora più forte.
Oggi Matteo è un uomo adulto. Vive in autonomia con altri coinquilini e sta per affrontare un viaggio in Vietnam. Un traguardo impensabile anni prima. Eppure, proprio quel viaggio — simbolo di emancipazione — riapre nel padre un dolore rimosso, costringendolo a confrontarsi con il passato. “Matteo che faceva un viaggio di un mese con un’altra persona in Vietnam era l’immagine di quanta strada aveva fatto per andare nel mondo senza bisogno di me”, dichiara Rulli. Un’immagine potente che diventa il cuore del film: cosa significa amare un figlio quando l’amore rischia di trasformarsi in protezione eccessiva? Come si accetta la sua autonomia, quando per anni la sopravvivenza è dipesa dalla presenza costante dei genitori?

Vent’anni dopo Un silenzio particolare, Rulli torna davanti alla macchina da presa, affiancato dallo sguardo di Giovanni Piperno, in un dialogo tra memoria e presente, fragilità e conquista. “Da Perugia a Saigon e ritorno, Matteo è dunque sempre al centro della storia, ma è raccontato da me e da Giovanni con sguardi convergenti e insieme diversi”, spiega oggi Rulli.
In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, e non solo, il film si propone anche come uno strumento di sensibilizzazione, capace di parlare sia al pubblico cinematografico sia a famiglie, educatori e a chiunque voglia comprendere più a fondo cosa significhi vivere accanto all’autismo, scegliendo di non nascondere le proprie fragilità.
Accolto alla Festa del Cinema di Roma come uno dei documentari più toccanti dell’edizione, Il figlio più bello è stato definito dalla critica un’opera capace di trasformare l’esperienza individuale in riflessione universale: non solo un film sull’autismo, ma un racconto sull’amore genitoriale, sul senso di colpa, sulla paura di non essere all’altezza e sulla necessità di accettare che i figli possano costruire un mondo che non ci appartiene. Un film autentico, con momenti teneri e a volte ironici, che testimonia la condizione di chiunque abbia a che fare con un familiare fragile.






