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Jack O’Connell, un anno da cattivo tra fortuna e consacrazione

Jack O’Connell, un anno da cattivo: da Sinners a 28 Years Later: The Bone Temple, tra follia, fortuna e consacrazione.

Jack O’Connell sta vivendo un momento d’oro, e lo fa incarnando alcuni dei cattivi più memorabili e fuori controllo degli ultimi anni. A meno di dodici mesi dal suo inquietante debutto nell’horror soprannaturale Sinners di Ryan Coogler, dove interpretava un vampiro irlandese ballerino, l’attore britannico torna sullo schermo con un antagonista ancora più estremo in 28 Years Later: The Bone Temple.

Nel nuovo film diretto da Nia DaCosta e scritto da Alex Garland, nelle sale italiane dal 15 gennaio, O’Connell dà vita a Sir Jimmy Crystal, un personaggio che lui stesso definisce “il più folle” che abbia mai interpretato. Introdotto brevemente nel finale di 28 Years Later di Danny Boyle, Crystal trova qui la sua piena consacrazione: è il carismatico e disturbante leader di una setta pseudo-evangelica, adoratore del diavolo e a capo di una banda di sadici assassini noti come “i Jimmies”.

Con la sua tuta viola regale, una chioma imponente e un’aura a metà tra il profeta e il tiranno, Sir Jimmy Crystal rappresenta una brusca deviazione di tono rispetto all’universo cupo e realistico della saga zombie. Ed è proprio questo contrasto ad aver colpito il pubblico. “La reazione è stata soprattutto un grande ‘WTF’ – ed è fantastico”, racconta O’Connell a Variety. “All’inizio sembrano una forza del bene, poi capisci molto rapidamente che ti stavi sbagliando. Giocare con questa ambiguità è stato divertentissimo”.

Il ruolo è arrivato senza una vera audizione formale: O’Connell è stato invitato a casa di Danny Boyle per un incontro informale, alla presenza anche della regista Nia DaCosta. “Da fan di Danny Boyle, essere invitato a casa sua è stato un giorno monumentale”, ricorda. “All’epoca non avevo ancora girato Sinners, ma sapevo che sarebbe successo. Ho pensato: se va tutto come spero, questo sarà un anno incredibile”.

Un’intuizione rivelatasi profetica. The Bone Temple è infatti solo l’ultimo tassello di una fase particolarmente fortunata per l’attore, la cui rinascita cinematografica è stata innescata dal biopic Back to Black nel 2024. Eppure, O’Connell rifugge qualsiasi analisi strategica del suo successo: “Non sono molto analitico. Il fatto che Sinners sia uscito poco prima di The Bone Temple è stata solo pura fortuna. Non posso fare altro che ringraziare”.

Anche l’iconica tuta viola di Sir Jimmy porta la sua firma. “Il viola era il colore dei monarchi”, spiega. “Volevo dargli un certo prestigio, un’aria quasi regale. È immacolata, mentre sono le sue ‘dita’ a fare tutto il lavoro sporco”. E sì, il costume è finito nel suo guardaroba personale: “Al 100%. Non si sa mai”.

Il futuro, intanto, resta altrettanto promettente. O’Connell tornerà a collaborare con Boyle in Ink, dove interpreterà una versione controversa dell’ex direttore del Sun, Larry Lamb, e farà il suo ingresso nel MonsterVerse con Godzilla x Kong: Supernova. In quest’ultimo caso, però, promette una variazione sul tema: “Non è un cattivo vero e proprio. È importante cambiare”.

Nonostante il susseguirsi di grandi produzioni, l’attore mantiene uno sguardo umile e rivolto al domani. “La prospettiva è sempre su ciò che verrà dopo. Quando le cose vengono accolte bene è fantastico, e vale la pena assaporare questi momenti, ma spero di avere ancora una carriera lunga davanti”.

Un riconoscimento che va oltre il successo commerciale è l’affetto dei colleghi più giovani. Più volte, soprattutto da attori cresciuti fuori da ambienti privilegiati, O’Connell si è sentito indicare come fonte di ispirazione. “È una delle cose più gratificanti che si possano sentire”, confessa. “In un settore dove aiuta avere i contatti giusti, essere visto come qualcuno che ce l’ha fatta partendo da outsider è metà del motivo per cui mi alzo dal letto la mattina”.

Con o senza tuta viola, Jack O’Connell sembra destinato a restare ancora a lungo uno dei volti più magnetici e imprevedibili del cinema contemporaneo.


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