Jacob Elordi racconta come sua madre lo avesse avvertito di non lavorare con Guillermo del Toro, ora candidato agli Oscar per Frankenstein.
Jacob Elordi sta pianificando di portare sua madre Melissa agli Oscar il prossimo mese, dove è candidato come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione nell’epico adattamento di Guillermo del Toro di Frankenstein. Eppure, come riportato da Variety, quella nomination avrebbe potuto non arrivare se l’attore australiano avesse ascoltato un consiglio materno molto precoce: sua madre, infatti, cercò di dissuaderlo dal lavorare con del Toro dopo aver visto la copertina del DVD di Il labirinto del fauno.
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Raccontando l’aneddoto durante una proiezione del film al BFI IMAX di Londra, alla presenza dello stesso del Toro, Elordi ha ricordato come, a soli 10 anni, “facesse irruzione nel reparto horror della catena Blockbuster” e scoprì per la prima volta la pellicola del 2006. “Vidi l’albero e la bambina, girai il DVD e vidi l’Uomo Pallido. Ricordo di aver pensato: ‘Cos’è quello?’”
Sebbene il film fosse classificato “M” secondo il sistema australiano, la madre di Elordi acconsentì con riluttanza a lasciargli noleggiare la pellicola a una condizione: “Non dovrai mai lavorare con quest’uomo”. L’attore ha raccontato l’episodio ridendo: “Ed ecco fatto”. Del Toro, commentando, ha aggiunto con il suo tipico humor: “È bene disobbedire alla propria madre”.
La possibilità di lavorare con il regista messicano è arrivata per puro caso: l’attore originariamente scelto per il ruolo principale si è ritirato solo nove settimane prima dell’inizio delle riprese. Nonostante avesse a disposizione solo quattro settimane per prepararsi, Elordi ha spiegato di essersi sentito “così emozionato e sicuro quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta, che non avevo paura…non c’è nessun altro regista su questo pianeta che potrebbe realizzare un film di Frankenstein davvero grandioso”.
Il progetto cinematografico è in gestazione da oltre trent’anni, sin da quando del Toro, all’età di 11 anni, lesse per la prima volta il classico di Mary Shelley. Al BFI IMAX, il regista ha parlato del film in termini quasi religiosi: “Sentivo che questo libro doveva esistere, perché la Creatura [di Frankenstein] sono io. Mi identifico completamente con la Creatura e volevo raccontare la storia come Mary Shelley voleva raccontarla, come origine dell’umanità e comprensione del paradiso perduto… So che sembra esagerato, ma è la mia religione. Sono nato cattolico, e a 11 anni sono diventato un Frankensteinista”.
Sebbene Frankenstein sia stato realizzato per Netflix, del Toro ha sottolineato l’importanza di vederlo sul grande schermo: “Questo è il modo migliore per vivere qualsiasi storia: collettivamente. È così che i film – che si tratti di La forma dell’acqua, Il labirinto del fauno o di questo – portano con sé una bellezza sacramentale. Se li viviamo come comunità, possiamo sviluppare empatia, umanità e perdono, tutte cose di cui abbiamo bisogno oggi”.
Con un sorriso ironico, del Toro ha aggiunto: “Siamo gli esseri umani più soli che abbiano mai camminato sulla Terra, eppure non riusciamo mai a smettere di guardare questa dannata cosa” – indicando il telefono – “e poi lo schermo dietro di me. Vi esorto a guardare quella dannata cosa. Divertitevi”.
Per quanto riguarda Elordi inoltre, sarà nei cinema italiani dal 12 febbraio al fianco di Margot Robbie in Cime Tempostose, audace e attesa rilettura del celebre romanzo.






