The social reckoning

Jeremy Allen White appoggia il divieto dei social agli under 16: “Servono limiti più chiari”

Jeremy Allen White sostiene il divieto dei social agli under 16 nel Regno Unito e chiede limiti più chiari per i giovani.

Jeremy Allen White ha elogiato la decisione del Regno Unito di vietare l’accesso ai social media ai minori di 16 anni, definendola un passo importante in un momento in cui il settore tecnologico e dei media è sempre più chiamato a confrontarsi con l’impatto delle proprie piattaforme sulla società.

Lunedì, infatti, il governo britannico ha annunciato che procederà con il divieto di utilizzo di applicazioni come TikTok, Snapchat e YouTube per gli under 16, una misura che arriva dopo anni di crescenti preoccupazioni sugli effetti dei social media sui più giovani.

La notizia, come riportato da Variety, è arrivata pochi giorni dopo la pubblicazione online del primo trailer di The Social Reckoning, il nuovo film di Aaron Sorkin. Come il suo predecessore, il film punta i riflettori su Mark Zuckerberg, ma questa volta si concentra sulle accuse secondo cui Facebook avrebbe ignorato gli avvertimenti interni riguardanti l’impatto della piattaforma sulla salute mentale dei giovani utenti.

Tra i protagonisti del film c’è per l’appunto Jeremy Allen White, star della serie di successo The Bear. Dopo aver trascorso cinque stagioni a interpretare le tensioni e le ansie della gestione di una cucina professionale, l’attore ora affronta sul grande schermo una delle fonti di angoscie più discusse della società contemporanea. Durante la première dell’ultima stagione della serie, tenutasi a Lower Manhattan, White ha espresso apertamente il proprio sostegno alla scelta del Regno Unito.

“È incredibile quanto questa roba possa creare dipendenza”, ha dichiarato. “Penso che ci sia bisogno di una correzione. Non sparirà mai del tutto, ma credo che a un certo punto sia necessario stabilire dei limiti o delle linee guida. Spero che ci sia una sorta di ritorno a un approccio più analogico alla vita. Tutto sta cambiando molto velocemente ed è un po’ spaventoso”.

Padre di due figlie di 7 e 5 anni, White ha spiegato che le bambine non possiedono telefoni o iPad personali, anche se ogni tanto utilizzano i dispositivi suoi o della madre. Già lo scorso autunno aveva dichiarato che il suo obiettivo è tenere le figlie lontane dai social media il più a lungo possibile.

La gestione del tempo trascorso davanti agli schermi è diventata una preoccupazione sempre più diffusa tra i genitori statunitensi. Secondo un recente sondaggio del Pew Research Center, oltre il 64% dei genitori consente ai figli sotto i 12 anni di utilizzare smartphone o tablet. Allo stesso tempo, quasi la metà ritiene che gli smartphone facciano più male che bene, mentre otto genitori su dieci considerano i rischi dei social media superiori ai potenziali benefici.

Le preoccupazioni, però, non riguardano soltanto i più giovani. Anche Ayo Edebiri, collega di White in The Bear, ha ammesso di avere un rapporto problematico con lo smartphone e di desiderare una vita meno dipendente dalla tecnologia.

“Vorrei tantissimo avere un vecchio telefono a conchiglia”, ha raccontato. “Se non avessi obblighi contrattuali e email a cui rispondere, vivrei come Steve Martin o Bill Murray: mi chiamate, trovate la segreteria telefonica e ci sentiamo domani. Sono abbastanza grande da ricordare quando avevo un lavoro con un’email aziendale e, una volta finita la giornata, era davvero finita. Questo è il mio sogno per la società: tornare ad avere veri orari d’ufficio. Non potete contattarmi dopo le otto di sera”.

Forse è anche per questo che The Bear continua a conquistare pubblico e critica: la serie riesce a rappresentare l’ansia in modo particolarmente realistico e viscerale, con un’intensità raramente vista in televisione.

White non nasconde di conoscere bene quella sensazione. “Ho alcune abitudini che mi aiutano a gestire l’ansia”, ha spiegato. “Ma è qualcosa a cui posso accedere molto facilmente, e questo torna sicuramente utile quando giro la serie”.


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