Jessie Buckley presenta La Sposa!: nuove immagini e dettagli sul film di Maggie Gyllenhaal tra amore e ribellione.
Sono passati diversi giorni dalla vittoria del suo primo Golden Globe per Hamnet, ma Jessie Buckley ha già lo sguardo puntato sul ruolo che potrebbe segnare una svolta definitiva nella sua carriera: La Sposa!, il film di Maggie Gyllenhaal in arrivo nelle sale italiane dal 5 marzo con Warner Bros. Pictures, e di cui Entertainment Weekly ha rilasciato le nuove immagini. L’attrice irlandese è pronta quindi a rimettersi subito in gioco e a spingersi fisicamente oltre trasformandosi in una sposa cadavere che emerge dalla nebbia.

credit Niko Tavernise/Warner Bros.
Racconta quanto le sia piaciuto contorcersi e abbandonarsi fisicamente sul set, e di quanto dopo essere diventata recentemente mamma, sente ancora più forte il desiderio di abitare il corpo in modo libero e istintivo. Per lei il corpo femminile non è solo qualcosa da guardare, ma uno spazio espressivo vasto, selvaggio, curioso. L’esperienza di La Sposa! e prima ancora di Hamnet le ha acceso dentro questa consapevolezza.
Se in Hamnet ha commosso il pubblico nei panni di Agnes, moglie addolorata di Shakespeare accanto a Paul Mescal, in La Sposa! interpreta una figura molto diversa, più vicina alla morte che al lutto. Il nuovo film di Maggie Gyllenhaal, con Christian Bale, si ispira al classico horror del 1935 La moglie di Frankenstein, ma ne ribalta l’impianto con una visione audace e romantica, ambientata negli anni Trenta. Bale, che torna a lavorare con Gyllenhaal a distanza di quasi vent’anni, descrive il progetto come un’opera potente, iconoclasta, una grande storia d’amore più che un semplice film horror.
Il suo personaggio si chiama Frank, in omaggio al “padre” che lo ha creato. Solo, disperato e in cerca di un legame dopo un secolo di isolamento, chiede alla scienziata interpretata da Annette Bening di dargli una compagna. Nasce così una nuova Sposa, ben diversa dall’apparizione fugace del film originale. Questa creatura è passione, elettricità pura, una forza che travolge Frank e lo costringe a ridefinire cosa significhi essere vivo.

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Buckley affronta addirittura tre ruoli: Mary Shelley, che nel film parla dall’aldilà; Ida, giovane donna assassinata; e la Sposa rianimata e priva di memoria. Tre identità con accenti, fisicità e registri differenti, una sfida che inizialmente la intimidiva ma che, secondo Bale, affronta con un talento raro, capace di tenere insieme sacro e profano, intensità e ironia.
Gyllenhaal l’ha voluta fin dall’inizio, pur dovendo convincere dirigenti scettici. Buckley non ha milioni di follower sui social, e questo per qualcuno poteva essere un limite. Ma la regista ha insistito, certa che fosse la scelta giusta. Per Buckley conta questo: che una storia venga servita con autenticità, non con strategie di marketing.

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Nel film, la Sposa non è più una figura muta e marginale. Qui è protagonista assoluta, parla, agisce, non ha filtri e incarna una ribellione che attraversa l’intera narrazione. Quando lei e Frank si innamorano, la loro unione scatena una scia di violenza che ha il sapore di una rivoluzione. Inseguiti da un detective interpretato da Peter Sarsgaard e dalla sua segretaria, cui dà volto Penélope Cruz, diventano simboli di un’energia distruttiva e liberatoria insieme. Il film riflette sul concetto di “mostruoso”, non solo come deformità esterna ma come zona oscura e rimossa che ciascuno porta dentro di sé.

Crediti Warner Bros. Pictures
La violenza, anche sessuale, è raccontata senza sconti. Gyllenhaal rivendica una scelta consapevole: mostrarla nella sua brutalità per non banalizzarla. Nulla è gratuito, tutto serve a rendere omaggio a chi esperienze simili le ha vissute davvero.
E poi c’è l’elemento più sorprendente: le grandi sequenze musicali. Frank, durante il suo isolamento, si rifugia nei cinema e sviluppa un’ossessione per una star hollywoodiana interpretata da Jake Gyllenhaal. Il film non è un musical in senso stretto, ma contiene numeri spettacolari in cui anche Frank canta e balla, finalmente accanto a qualcuno che lo ama. Buckley e Bale si sono allenati per settimane con un coreografo, affrontando riprese estenuanti che l’attrice paragona a una maratona. Bale racconta di aver trovato in quelle scene una forma di umiliazione gioiosa, liberatoria.

Credit Niko Tavernise/Warner Bros.

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Sul set si respirava un clima familiare: oltre a Jake Gyllenhaal e Sarsgaard, erano presenti anche le figlie della regista in piccoli cameo. Persino le lunghe ore di trucco di Bale, necessarie per trasformarlo in Frank, si sono trasformate in un rituale collettivo fatto di urla liberatorie che coinvolgevano sempre più membri della troupe.
In fondo, è questo il cuore di La Sposa!: un’esplosione di energia trattenuta troppo a lungo. Un grido primordiale che rompe le catene, rivendica spazio e ricorda che, mostri o no, non c’è niente di più potente che sentirsi vivi.






