“Jumanji: The Next Level” – Recensione: il ritorno nell’impervio gioco

“Jumanji: The Next Level” – Recensione: il ritorno nell’impervio gioco

Terzo episodio, nonché secondo con protagonisti Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart e Karen Gillan, “Jumanji: The Next Level”, vedrà di nuovo la squadra essere catapultata, e questa volta non per caso, nel gioco apparso per la prima volta sul grande schermo nell’iconico film del 1995 interpretato dall’indimenticabile Robin Williams, e dall’inquietante “Nella giungla dovrai stare finché un 5 e un 8 non compare.”

Una nuova avventura quindi a due anni di distanza da “Jumanji: Benvenuti nella Giungla”, che metterà i quattro noti personaggi alle prese con inaspettati imprevisti e luoghi sconosciuti. Tra aridi deserti, foreste inesplorate e montagne innevate, saranno spinti a contare ancora una volta sul proprio ingegno, sulle abilità dei rispettivi avatar, sull’aiuto reciproco dell’uno sull’altro, e di vecchi amici quali Jefferson ‘Idrovolante” McDonough, il cui volto sarà sempre quello di Nick Jonas, riscoprendo quel valore dell’amicizia messo da parte dagli impegni quotidiani e dai differenti percorsi da intraprendere.

Cambiamenti naturali e comuni dovuti alla crescita, che però, come sottolineato, non devono far dimenticare i veri principi e legami sinceri, tra cui l’unione famigliare, parti integrante e necessari della vita. E se da un lato troviamo il sentimento e le insicurezze del gruppo di adolescenti oramai proiettati verso l’età adulta, dall’altro ecco arrivare le new entry di Danny De Vito, nel ruolo del nonno di Spencer/Dwawyne Johnson – Alex Wolff, e di Milo, Danny Glover, suo migliore amico, con il loro bagaglio di esperienze, incomprensioni e vecchie ruggini, specchio di un rapporto ovviamente più maturo, ma dalla medesima forza emotiva di quello dei giovani. Perché forse il segreto e l’intento di questo capitolo è proprio quello di mostrare l’universalità dell’amicizia, che non ha età e tempo.

“L’opportunità di poter riprendere l’idea originale e ritrovare questi personaggi, sia i ragazzi nel mondo reale sia il loro avatar nel gioco, era irresistibile per me” – dichiara il regista Jake Kasdan, che aggiunge – “Ma il più grande regalo di questa storia è stato poter riunire la squadra. In Jumanji: The Next Level torna il cast al completo”.

Dwayne Johnson, tra l’altro produttore del progetto, racconta: “Sapevamo quanto l’aspettativa fosse alta quindi dovevamo alzare l’asticella, avanzare di livello. Per farcela abbiamo riunito i migliori film-maker in circolazione ed è stato un successo. La cosa bella di Jumanji è che si tratta di un videogioco quindi nella produzione e nella scrittura non avevano nessuna limitazione”.

“Quando c’è la giusta alchimia sul set si percepisce subito e io l’ho decisamente avvertita sin dal primo film” – dice Jack Black Girare ancora una volta insieme alla ‘gang’ è stato emozionante”.

“Sono così contenta che il pubblico abbia la possibilità di vedere tutti questi attori in ruoli così differenti tra loro” – afferma invece l’attrice scozzese Karen Gillan.

“Nel film Finbar assume le sembianze di un anziano gentiluomo, che nel mondo reale è il personaggio interpretato da Danny Glover” – conclude Kevin Hart nella parte dello zoologo Franklin “Topo” Finbar “Adoro Danny, i suoi film mi fanno ridere e lui sembra sempre così calmo, esattamente l’opposto di ciò che sono io! Per questo ho subito capito che sarebbe stato un ruolo veramente divertente da interpretare”.

Tuttavia, nonostante il buon proposito e la presenza di un cast importante che include il nome di Awkwafina, “Jumanji: The Next Level”, diretto da Jake Kasdan, nelle sale cinematografiche a Natale, non convince scivolando in una rappresentazione dalla non efficace ironia e dalla debole verve. Priva di particolari ed accattivanti colpi di scena e novità in grado attirare l’attenzione e divertire, come la precedente narrazione, a cui non aggiunge nulla. Una visione quindi in conclusione, si piacevole, ma che non soddisfa e decolla come dovrebbe.

Emanuela Giuliani

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