Kristen Stewart: “Le attrici vengono trattate come m*a. Solo da regista mi hanno parlato come a una persona intelligente”.
Kristen Stewart è tornata a denunciare le disparità di genere a Hollywood. In un’intervista rilasciata al Times di Londra in occasione del suo debutto alla regia con The Chronology of Water, l’attrice, come riportato da Variety, ha infatti affermato che le attrici vengono spesso sminuite e che solo dopo essere passata dietro la macchina da presa ha notato un cambiamento nel modo in cui veniva trattata.
“Le attrici vengono trattate come m***a, devo ammetterlo”, ha dichiarato Stewart. “C’è l’idea che chiunque possa fare l’attrice. Ma la prima volta che mi sono seduta a parlare del mio film come regista ho pensato: wow, è un’esperienza completamente diversa. Mi parlano come se fossi una persona con un cervello”.
Secondo Stewart, esiste una mitologia attorno alla figura del regista che contribuisce a rafforzare queste dinamiche: “C’è questa convinzione che i registi abbiano capacità ultraterrene, ma non è vero. È un’idea perpetuata dagli uomini”. L’attrice ha poi aggiunto che la situazione è ancora più difficile per le donne: “Non voglio sembrare sempre lamentosa, ma è peggio per le attrici che per gli attori. Vengono trattate come marionette, ma non lo sono”. A tal proposito ha lodato la protagonista del film, Imogen Poots: “Imogen ha messo tutta se stessa, corpo e anima, in questo film”.
Stewart è diventata famosa a livello mondiale grazie alla saga di Twilight, per poi affermarsi come una delle interpreti più apprezzate del cinema d’autore con titoli come Seberg, Underwater, Spencer e Love Lies Bleeding. Con The Chronology of Water, presentato in anteprima al Festival di Cannes 2025, l’attrice ha segnato il suo esordio alla regia. Il film vede Poots nei panni di Lidia, una donna che affronta un passato traumatico attraverso il nuoto agonistico e la scrittura.
Non è la prima volta che Stewart affronta pubblicamente il tema del trattamento riservato alle donne nell’industria cinematografica. In un recente intervento sul New York Times, aveva sottolineato come gli attori uomini vengano spesso celebrati per il semplice fatto di “mantenere se stessi” nel loro lavoro, un riconoscimento che raramente viene concesso alle donne.
“C’è un gesto tipico che avviene sul set prima che inizi la recitazione”, ha spiegato. “Se gli attori riescono a uscire dalla loro vulnerabilità e a sentirsi come un gorilla che si batte il petto prima di piangere davanti alla telecamera, allora è considerato meno imbarazzante. Lo fa sembrare quasi un trucco di magia, come se ciò che stanno facendo fosse impossibile da replicare”.






