La Grazia, conferenza stampa: Paolo Sorrentino presenta il suo nuovo film a Venezia 82 assieme ai protagonisti.
Presentato in concorso all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Paolo Sorrentino con La Grazia ha firmato un nuovo capitolo del suo cinema visionario e profondamente umano. Atteso con grande curiosità da critica e pubblico, il film segna il ritorno del regista napoletano al Lido dopo il successo di È stata la mano di Dio, confermandolo come uno degli autori italiani più influenti e riconoscibili a livello internazionale.
Qui la Recensione: La Grazia, recensione: Paolo Sorrentino apre Venezia 82 tra il peso del vivere e la fede del dubbio
“Il film nasce da uno spunto reale, da un fatto di cronaca accaduto qualche tempo fa, quando il Presidente Mattarella concesse la grazia a un uomo che aveva ucciso la moglie malata di Alzheimer. Mi è sembrato subito un dilemma morale interessante da raccontare. Da anni penso che il dilemma morale sia un formidabile motore narrativo, forse più di ogni altro strumento comunemente usato nel cinema”, svela Paolo Sorrentino prosegue. “Da lì è nata l’idea di incentrare il film su un Presidente della Repubblica, e il titolo La Grazia non si riferisce solo allo strumento giuridico a disposizione del Presidente, ma anche a un atteggiamento nei confronti della vita, una sorta di sguardo amoroso sul mondo. Ho immaginato quindi un presidente che, dietro un’apparenza rigorosa, seria – e, come lui stesso dice, a volte noiosa – fosse in realtà un uomo innamorato: della moglie che non c’è più, della figlia, del diritto, e di tutta una serie di valori che la politica dovrebbe incarnare e che, purtroppo, sempre più raramente si vedono. Valori che invece, fortunatamente, riscontriamo nel nostro attuale Presidente, ma che in molti uomini di potere sembrano latitare. Mi piaceva raccontare un politico che fosse portatore di un ideale, che incarnasse la politica come dovrebbe essere – e purtroppo non è.”
In merito al personaggio di Coco Valori e alla musica invece dice: “Il personaggio di Coco non prende ispirazione da una critica d’arte reale. Forse, avendo frequentato un liceo maschile, mi è mancata un’amica intima femmina… così me la sono inventata. E mi è venuta bene, proprio perché l’ho sempre desiderata. Le musiche, invece, le ho prese da Instagram – incluso Surf Rider.”
Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana.
“Non ci è mai capitato di litigare, a me e Paolo. Tutti i film che abbiamo fatto insieme sono nati in un’atmosfera affettuosa, serena. L’unica cosa che ci divide è… la musica: a lui piacciono cose che a me non piacciono. Io sono un patito di musica classica. In un film precedente gli avevo suggerito una partitura di Bach, ma lui stava pensando ad altro”, afferma Toni Servillo. “Quello che mi preme dire è che siamo tornati qui insieme, con una certa sconsideratezza, con un film d’apertura e in concorso. Paolo mi ha regalato un personaggio complesso – e me ne ha già donati altri altrettanto belli. Continuare a rilanciare, senza accontentarsi di quanto già fatto, è una cosa meravigliosa. Ci siamo fatti del bene a vicenda. E questo lo ha deciso la vita, non un programma.”
In riferimento al suo personaggio aggiunge: “Con il personaggio, così come con tutti gli altri che ho interpretato, non ho nulla in comune. E devo essere sincero: è proprio questa la ragione per cui ci si entusiasma nel recitare qualcuno che è diverso da te. Il lavoro consiste nel renderlo credibile, in linea con ciò che indica la sceneggiatura. Non ho nulla in comune con Mariano De Santis, ed è proprio per questo che è un personaggio di cui sono profondamente innamorato.”
Infine Anna Ferzetti dichiara: “Per quanto mi riguarda, è stato tutto più semplice: mi accomuna al personaggio il rapporto con mio padre, una presenza molto importante nella mia vita, che ha influito profondamente sulla scelta del lavoro che faccio oggi. Dunque, in questo senso, sono rimasta un po’ nella mia comfort zone.
Poi, ci sono tanti lati del mio personaggio che ho amato, che ho compreso, e che mi hanno aiutato a capire anche aspetti interessanti di me stessa. Questo suo essere in qualche modo complesso e compresso, il legame profondo con il padre, il desiderio di accompagnarlo, di scuoterlo; la passione che mette nel lavoro e in ciò in cui crede. Quindi sì, ci sono aspetti miei e altri che sono emersi man mano, lavorando sul set.”
La Grazia è un film che colpisce per profondità e delicatezza, in perfetto equilibrio tra emozione e riflessione. Con il suo sguardo poetico e umano, Sorrentino affronta temi complessi come il dubbio morale, il potere e l’amore con una narrazione chiara, coinvolgente e ricca di sfumature. Grazie a interpretazioni intense e a una regia che sa unire rigore e sensibilità, il film lascia il segno, parlando tanto alla mente quanto al cuore del pubblico.
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Emanuela Giuliani