Lanterns serie

Lanterns: il clamoroso colpo di scena della première

La morte di Hal Jordan sconvolge la première di Lanterns: Kyle Chandler e gli autori spiegano la scelta di eliminare il protagonista.

La première di Lanterns mette subito in chiaro che la serie non seguirà la strada che il pubblico potrebbe aspettarsi: Hal Jordan, il Green Lantern interpretato da Kyle Chandler, infatti, muore già nel primo episodio. Una scelta così radicale che persino gli sceneggiatori faticavano a credere che la DC Studios avrebbe dato loro il permesso di farlo. “Non ce lo permetteranno mai”, ricorda Damon Lindelof pensando al momento in cui l’idea venne proposta per la prima volta.

Eppure quella è esattamente la direzione scelta dalla serie. La storia comincia nel 2016, quando Hal porta il suo nuovo tirocinante John Stewart, interpretato da Aaron Pierre, a Rushville, in Nebraska, per indagare su una sparatoria di massa avvenuta durante una partita di football e collegata agli alieni. Poi, nel finale dell’episodio, Lanterns salta avanti di dieci anni.

Nel 2026 John torna a Rushville su richiesta dello sceriffo Kerry, vestita da Kelly Macdonald, che aveva aiutato lui e Hal durante il caso del 2016. È lei a condurlo sugli spalti dello stadio, dove gli mostra il corpo di Hal: è seduto, immobile, con un proiettile in testa. Il suo anello del potere, invece, è sparito.

È questo il momento che cambia completamente la prospettiva sulla serie. Kyle Chandler lo considera un modo particolarmente efficace per introdurre il mistero: “L’elemento che cattura l’attenzione è subito presente, e ci addentriamo nel mistero. Qual è il problema che dobbiamo risolvere? Qual è la soluzione?”, ha raccontato a Entertainment Weekly.

Il team creativo, formato dallo showrunner Chris Mundy, da Tom King e da Lindelof, aveva bisogno di un evento che riportasse John e gli altri personaggi a Rushville nel 2026. Inizialmente era stata presa in considerazione anche la morte dello sceriffo Kerry, ma l’idea è stata abbandonata perché troppo vicina al cliché del “fridging”, in cui un personaggio femminile viene ucciso o ferito per motivare la storia di un uomo.

A quel punto è emersa un’altra possibilità: far morire Hal. “La cosa più significativa che potesse accadere sarebbe stata la morte di Hal. Cos’altro ci interessa di più?”, spiega Lindelof. Ed è proprio questa scelta ad aver convinto il gruppo a tentare qualcosa che, fino a quel momento, sembrava quasi impossibile da ottenere.

La decisione aveva anche una logica legata al più ampio universo DC. Dopo Superman, il team sapeva che Guy Gardner, dal volto di Nathan Fillion, era già un Green Lantern. Nei fumetti possono esistere più Lanterne Verdi contemporaneamente, ma la presenza di Guy sollevava comunque una domanda sul ruolo di Hal e sul futuro del Settore 2814, cioè la Terra.

Secondo Lindelof, però, il motivo più importante era soprattutto narrativo. La serie è incentrata su John Stewart e, anche se Lanterns è un poliziesco con due protagonisti, il pubblico dovrà uscire dalla storia pensando soprattutto a John. La morte di Hal, quindi, permette di stabilire immediatamente quanto sarà importante il suo percorso.

Il team non voleva però trasformare la morte di Hal nel semplice colpo di scena con cui chiudere la stagione. Sarebbe sembrata una scelta costruita soltanto per attirare l’attenzione. Mostrarla già nella première, invece, comunica subito al pubblico che quella sarà una parte centrale della storia e che la serie è pronta ad affrontarne le conseguenze.

Anche nei fumetti, del resto, Hal Jordan è morto e la sua storia ha già giocato con l’idea di un suo possibile ritorno sotto altre forme. È un precedente che gli autori avevano presente e che trova un richiamo anche nell’Halogram, la coscienza di backup di Hal conservata nell’anello del potere, ancora interpretata da Chandler.

Per l’attore, interpretare le diverse versioni di Hal ha significato anche lavorare su personaggi appartenenti a momenti differenti della sua storia. L’Hal più giovane è stato immaginato come “un po’ più ingenuo, un po’ più gentile, un po’ più alla ricerca di risposte”, mentre quello che incontriamo successivamente è più cinico e indurito.

Tom King, che considera Hal Jordan il suo personaggio preferito da scrivere, ammette di non aver voluto perderlo. Ma proprio la sua morte, secondo lui, permette alla serie di introdurre nell’universo DC un elemento più vicino alla realtà: le persone che amiamo possono morire e la loro perdita può continuare ad avere conseguenze anche dopo.

Ed è proprio questo che, secondo King, renderà più pesanti le conseguenze della morte di Hal per le Lanterne Verdi e per il resto dell’universo. Kelly Macdonald, invece, svela di aver vissuto quella scena in modo molto diverso. “Detestavo ogni accenno alla morte di Hal. Non mi piaceva per niente”, ammette. Soprattutto dopo aver lavorato con Chandler, vedere l’attore immobile sugli spalti è stato difficile. “Era tutto molto triste, e ho odiato girare quelle scene e vederle in quel modo.”


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