Le rose di Marrakech film di Ginevra Elkan

Le Rose di Marrakech di Ginevra Elkann nella sezione Grand Public della Festa del Cinema di Roma 2026

Ginevra Elkann presenta Le Rose di Marrakech alla Festa del Cinema di Roma 2026, nella sezione Grand Public.

Sarà presentato nella sezione Grand Public della 21esima Festa del Cinema di Roma LE ROSE DI MARRAKECH, il nuovo film di Ginevra Elkann, interpretato da Fanny Ardant, Nisrin Erradi e Ahmed Hammoud. Prodotto da Fabrizio Mosca e Jean Bréhat per Asmara Films, in collaborazione con Rai Cinema, il film sarà distribuito in Italia da Lucky Red.

“LE ROSE DI MARRAKECH – dichiara Ginevra Elkann – è un film sulla memoria e sull’amore che teniamo in silenzio. È una storia piccola, e lo dico come un elogio. Parla d’amore, del mestiere quotidiano di sopravvivere al proprio dolore e della tenerezza che troviamo lungo la strada. L’ho fatto vicino all’osso, perché è l’unico posto in cui so trovare qualcosa di vero, e quindi di universale”.

Al centro della storia ci sono Leila e Isabelle, due donne provenienti da mondi lontani che vivono in uno spazio sospeso nel tempo, una tenuta di Marrakech fatta di sogni, segreti e ruoli che ciascuno sembra conoscere e interpretare alla perfezione. Leila è la devota governante di Isabelle e si occupa con meticolosa attenzione di mantenere l’ordine di questo luogo, dove la perfezione e la bellezza sembrano offrire riparo ai dolori e alle preoccupazioni lasciati fuori dalle mura. Oltre la tenuta c’è il deserto; al suo interno, invece, un giardino fiorito al quale Yusef, il fedele capo giardiniere, si dedica completamente, anche andando contro la stessa natura.

Quell’equilibrio, però, non può durare. Quando la sorella di Leila arriva inaspettatamente e porta con sé un pesante segreto del passato, la tranquillità di questo microcosmo comincia lentamente a incrinarsi.

Il film è diretto da Ginevra Elkann, che firma anche il soggetto, mentre la sceneggiatura è di Ginevra Elkann, Babak Jalali e Chiara Barzini. La fotografia è di Simone D’Arcangelo, il montaggio di Francesca Calvelli, le musiche originali di Fabio Massimo Capogrosso, la scenografia di Rachele Meliadò, i costumi di Theodora Chia e il suono di Hamza Morchid.


Pubblicato

in

da

Tag: