The Bear 5 Lionel Boyce

Lionel Boyce racconta l’ultima stagione di The Bear e l’addio a Marcus

Da Parigi Lionel Boyce attende le reazioni alla quinta stagione di The Bear, tra addii, crescita di Marcus e intensità emotiva.

In The Bear Lionel Boyce interpreta il pasticciere Marcus, ma in questi giorni si trova lontano dal caos del debutto della quinta e ultima stagione: l’attore, come riportato da Variety, è a Parigi, dove aspetta di scoprire come verrà accolto il capitolo finale della serie.

“Non è ancora sveglio nessuno”, racconta, riferendosi al fuso orario rispetto a Los Angeles. Nel frattempo passeggia per la città affrontando il caldo: “Me ne vado in giro sudando, perché qui fuori fa caldissimo e l’aria condizionata non è molto diffusa”.

La fine della serie porta con sé anche il momento di salutare un personaggio con cui Boyce ha condiviso cinque anni. “I finali sono difficili. A nessuno piace dire addio ed è difficile soddisfare il pubblico al punto da fargli dimenticare le proprie aspettative”.

Proprio in questa stagione l’attore firma alcune delle sue interpretazioni più intense. La storia si svolge quasi interamente nell’arco di una sola notte, con gli chef alle prese con una tempesta, la scarsità di ingredienti e un conto in banca ormai svuotato durante quello che potrebbe essere l’ultimo servizio del ristorante. Carmy (Jeremy Allen White) ha deciso di lasciare la ristorazione, mentre Luca (Will Poulter), mentore e amico di Marcus, gli comunica che tornerà a vivere a Copenaghen. Nel frattempo Marcus continua a fare i conti con il lutto per la madre e sceglie di invitare il padre, rimasto assente per gran parte della sua vita, al ristorante, offrendogli un gelato invece della conversazione che hanno rimandato per anni.

Tutti questi elementi spingono Marcus al limite e, per Boyce, rendono questa la stagione più impegnativa che abbia mai girato.

Anche il rapporto dell’attore con il cibo è cambiato grazie alla serie. Oggi si considera più curioso e aperto alla sperimentazione rispetto a prima: ama approfondire ingredienti e tecniche come farebbe uno chef, anche se poi raramente mette tutto in pratica.

Con l’arrivo della stagione finale, Boyce ammette di aver provato una certa apprensione. Dopo quattro stagioni il pubblico conosce molto bene questi personaggi e tende a immaginare la direzione che prenderanno. Secondo lui, però, Christopher Storer e gli sceneggiatori sono sempre riusciti a sorprenderlo cambiando percorso in modo naturale.

In questa stagione, una delle trasformazioni più significative riguarda proprio Marcus. Un personaggio che per anni è stato un punto di equilibrio per gli altri si trova questa volta a generare tensione lui stesso.

Le riprese non sono sempre state lineari: inizialmente si è cercato di seguire l’ordine cronologico, ma gli impegni teatrali di Ayo Edebiri ed Ebon Moss-Bachrach hanno costretto la produzione a riorganizzare il calendario. Alcuni episodi, come il sesto, sono comunque stati girati seguendo la sequenza della storia. Boyce ricorda in particolare che i primi dieci-dodici minuti dell’episodio si svolgono quasi in tempo reale e hanno richiesto una regia estremamente precisa.

Per l’attore, uno dei punti di forza della serie è il realismo del set. La cucina funziona davvero e anche la pioggia della stagione è stata ricreata costruendo una struttura apposita. “Quando gridano “Azione!”, tutti e cinque i sensi vengono coinvolti. Senti le persone che urlano, l’odore del cibo, ovunque guardi c’è qualcuno sotto pressione. Le pareti sembrano chiudersi intorno a te”.

Anche lo stile visivo, fatto di primi piani e movimenti rapidi, ha contribuito a rendere questa la lavorazione più intensa della sua carriera. Alla difficoltà tecnica si è aggiunto il peso emotivo della fine: “Ogni volta che arrivavo sul set pensavo: “È finita””.

Lo scontro tra Marcus e Luca nasce proprio da questa sensazione di perdita. Marcus sente che il ristorante sta per chiudere e che le due persone che più hanno contribuito alla sua crescita, Carmy e Luca, lo stanno lasciando nel momento peggiore. Sono stati loro a trasmettergli tecnica, passione e fiducia, e ora gli sembra che se ne stiano andando mentre tutto crolla: mancano il cibo, i soldi e le prospettive.

A questa solitudine si aggiunge il dolore per la morte della madre, affrontato senza fratelli accanto, e il rapporto irrisolto con il padre. Secondo Boyce, tutte queste pressioni creano le condizioni perché Marcus esploda.

L’attore elogia anche Harry Lennix, interprete del padre di Marcus, per la profondità data al personaggio con poche scene. Quando lo ha incontrato sul set, quella figura quasi astratta è diventata improvvisamente reale: “Ha una voce potente e una presenza imponente. Per certi versi mi ricorda mio padre”.

Per costruire Marcus, Boyce aveva parlato molto con Christopher Storer del passato del personaggio. Aveva scoperto che Marcus aveva visto il padre solo poche volte e che lui non era mai stato presente nei momenti più difficili della malattia della madre. Da qui nasce l’idea di una presenza quasi fantasma nella sua vita. “Quando perdi un genitore, non fai che pensare all’altro”.

Quando il padre ricompare dopo la morte della madre, Boyce avrebbe voluto che Marcus affrontasse subito quel confronto. In un primo momento si era persino arrabbiato con lui per essersi tirato indietro, ma poi ha capito che quella scelta era un modo per proteggersi. Marcus, abituato ad adattarsi agli altri, decide finalmente di fare le cose alle proprie condizioni.

Il riavvicinamento passa quindi attraverso il suo lavoro. Marcus invita il padre al ristorante per mostrargli ciò che è diventato, senza affidarsi alle parole. “Lo facciamo a modo mio. Siediti e lascia che ti mostri chi sono”. Il dolce diventa il suo modo di comunicare, una continuazione del rapporto non verbale che aveva con la madre. “Comunica con suo padre attraverso il suo gelato”.

Tra le scene che Boyce ricorda con più affetto c’è quella in cui Marcus taglia una candela rivelando il caramello bollente al suo interno. Per lui è un ritorno alle origini del personaggio: “Mi ha ricordato il Marcus del primo episodio. Dentro è ancora un bambino che mostra un trucco di magia”.

Anche il saluto finale tra Marcus e Luca all’aeroporto rappresenta una riconciliazione. I due capiscono di essere ormai una famiglia: possono litigare, ma sanno che si ritroveranno. Marcus comprende di non essere solo e di avere persone su cui contare.

La crescita del personaggio ha rispecchiato anche quella dell’attore. Boyce racconta che nelle prime stagioni affrontava ogni nuova sfida semplicemente provandoci, grazie alla fiducia che gli altri avevano in lui. Con il tempo ha trovato maggiore sicurezza anche grazie ai consigli dei colleghi, come Ebon Moss-Bachrach e Liza Colón-Zayas.

Rivede lo stesso percorso in Marcus: all’inizio cercava continuamente l’approvazione di Carmy e Sydney per i suoi dolci, mentre con il tempo ha imparato a fidarsi della propria curiosità e della propria passione. Per Boyce, interpretare emozioni che normalmente non esprimerebbe gli ha permesso di crescere anche nella vita.

La parte più difficile resta però dire addio a Marcus. “La verità è che non so come dire addio. Credo che lascerò che la cosa si trascini finché un giorno alzerò lo sguardo e non ci sarà più”.

Pur non escludendo completamente un seguito, Boyce pensa che il percorso del personaggio sia arrivato alla sua conclusione. “Mi sembra un finale soddisfacente. Il suo percorso è completo e non c’è più nulla che senta il bisogno di esplorare”.

Dal set ha portato via alcuni ricordi: i suoi capi preferiti del guardaroba di Marcus, un paio di grembiuli e qualche libro. Avrebbe voluto prendere di più, ma l’ultimo giorno era sopraffatto dalle emozioni. “Quando gridano “fine riprese” e inizi a salutare tutti, perdi completamente la lucidità. Ho cercato solo di imprimere ogni momento nella memoria”.


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