Maggie Gyllenhaal rilegge La Sposa! puntando sul tema del consenso e dando finalmente voce alla Sposa di Frankenstein.
Maggie Gyllenhaal è chiara: la sua rilettura del La moglie di Frankenstein non può eludere la questione centrale del consenso. Con La Sposa!, l’attrice e regista riporta in vita un’icona del cinema horror per rileggerla in chiave contemporanea, ponendo al centro una domanda tanto semplice quanto decisiva: “E lei?”
Alla première mondiale di Londra, Gyllenhaal ha spiegato che nella mitologia della Sposa il vero nodo è proprio l’assenza di scelta. “Non posso fare un film sulla moglie di Frankenstein senza che il consenso sia davvero sul tavolo, perché fondamentalmente lei non ha voce in capitolo”, ha dichiarato. “Si potrebbe dire che, in un certo senso, nessuno di noi sceglie di nascere. Ma noi non veniamo al mondo come donne adulte, né ci viene detto che siamo state create per sposare qualcun altro”.
La regista, come riportato da Deadline, riconosce la solitudine del Mostro, ma insiste sulla necessità di cambiare prospettiva: “Capisco la richiesta di Frankenstein: è un uomo profondamente solo e vulnerabile, quasi in pericolo di vita nella sua solitudine, e chiede: “Per favore, aiutami a trovare qualcuno con cui stare”. Ma che dire di lei? Che dire della sua volontà? È questo che il film vuole esplorare”.
Nel ruolo della Sposa troviamo Jessie Buckley, affiancata da Christian Bale nei panni del Mostro. Ambientata nella Chicago degli anni ’30, la storia segue una scienziata visionaria interpretata da Annette Bening, che riporta in vita una donna assassinata per destinarla a essere la compagna della creatura. Completano il cast Peter Sarsgaard e Jake Gyllenhaal.
In uscita il 5 marzo nelle sale italiane, La Sposa! si ispira al classico del 1935 La moglie di Frankenstein, a sua volta derivato da una sottotrama del romanzo Frankenstein di Mary Shelley. Nel libro, la creatura implora Victor Frankenstein di darle una compagna; lo scienziato accetta, ma poi distrugge la nuova creazione prima che prenda vita, temendo le conseguenze della nascita di altri “mostri”.
Con questa nuova versione, Gyllenhaal ribalta la prospettiva tradizionale e restituisce centralità a un personaggio che per decenni è stato definito solo in funzione di qualcun altro. Qui, invece, la Sposa non è più un semplice complemento narrativo, ma il cuore stesso della storia.





