Making Marie Antoniette: il trailer e il poster del documentario di Eleanor Coppola

MUBI presenta il trailer e il poster di Making Marie Antoinette, il documentario di Sofia Coppola sulla lavorazione del film del 2006.

MUBI, distributore globale, servizio di streaming e società di produzione, rilascia il trailer e il poster di Making Marie Antoinette, presentato al 70° BFI London Film Festival e in arrivo alla 24ª edizione di Alice nella Città. Making Marie Antoinette sarà nelle sale italiane solo il 25 ottobre e in streaming in esclusiva su MUBI dal 6 novembre.

Girato da Eleanor Coppola, madre di Sofia Coppola, il documentario è prodotto da Lorenzo Mieli, Mario Gianani, Rachel Dengiz, Youree Henley e Sofia Coppola, ed è stato finanziato da OUR FILMS, società del gruppo Mediawan, Mediawan Rights ed Entourage Pictures, con il sostegno di CHANEL.

Nel 2005, Sofia Coppola ha girato Marie Antoinette, con Kirsten Dunst e Jason Schwartzman, alla Reggia di Versailles, ottenendo un permesso di ripresa mai concesso prima. Eleanor Coppola l’ha accompagnata sul set, realizzando circa ottanta ore di riprese sulla lavorazione del film.

In occasione del 20° anniversario di Marie Antoinette, Sofia Coppola ha recuperato e montato quel materiale inedito, esaudendo il desiderio della madre. Making Marie Antoinette racconta il lavoro e la cura dietro la realizzazione del film, segue la costumista Milena Canonero e offre uno sguardo sulla vita di una giovane regista donna sul set. Ne emerge un ritratto del processo creativo di un film di riferimento e, insieme, un’intima storia familiare.

Making Marie Antoniette poster

Il materiale è stato montato da Aaron Matthews, con il contributo di Davia Nelson e Liz Bird, amiche di Eleanor. Diane Lane, candidata all’Academy Award®, dà voce a Eleanor Coppola leggendo alcuni brani dei suoi diari, in cui racconta l’esperienza sul set e il rapporto con la figlia.

Sofia Coppola ha dichiarato: “Io e mia madre abbiamo iniziato a riguardare insieme il materiale che aveva girato durante il lockdown. Il suo desiderio era sempre stato quello di trasformarlo in un documentario. Era sul set come regista, ma anche come mia madre, e per me è stato davvero emozionante tornare su quelle immagini e rivedere le riprese attraverso i suoi occhi.”


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