immagine film MAMA

MAMA: il trailer e il poster del film di Or Sinai nei cinema a maggio

MAMA di Or Sinai arriva nelle sale dal 28 maggio con la storia intensa di una madre migrante tra ritorni, famiglia e identità. Trailer e poster online.

Dal 28 maggio arriverà nelle sale italiane MAMA, il nuovo film di Or Sinai, distribuito da Intramovies in collaborazione con Cineclub Internazionale Cinema Italiano Indie. In attesa dell’uscita, sono stati diffusi il trailer e il poster.

L’opera ha debuttato in anteprima nella selezione ufficiale del Cannes Film Festival 2025 e ha poi proseguito il suo percorso tra alcuni dei principali appuntamenti del cinema mondiale, tra cui il Toronto International Film Festival, il Gdynia Film Festival, il Warsaw Film Festival, il Tallinn Black Nights Film Festival e il Trieste Film Festival, confermandosi come uno dei titoli più intensi del panorama recente.

“MAMA nasce dal mio incontro con donne migranti che hanno sacrificato la propria identità per il futuro dei figli”, ha spiegato Or Sinai. “Mila è una donna spesso invisibile, ma attraversata da una forza vitale profonda. Il film la porta dal margine al centro, seguendone lo sguardo e le emozioni, perché la sua storia è simile a quella di molte altre persone sospese tra due vite, senza sentirsi davvero a casa in nessuna delle due”.

poster MAMA

Mama, sinossi

Al centro della storia c’è Mila, interpretata da Evgenia Dodina, una donna che ha lasciato la propria famiglia per lavorare all’estero come domestica. Dopo quindici anni di lontananza, un evento improvviso la costringe a tornare nel suo villaggio natale in Polonia. Il rientro, però, non coincide con l’immagine che aveva custodito: il marito e la figlia hanno costruito una nuova quotidianità senza di lei. Da quel momento, per Mila inizia un percorso complesso di riconnessione e smarrimento, tra ciò che è stato perduto e ciò che è cambiato irrimediabilmente.

MAMA affronta con sguardo ravvicinato e sensibile il tema dell’emigrazione e delle sue conseguenze più intime: la frattura affettiva, il senso di colpa e la perdita di appartenenza. La regia costruisce un linguaggio visivo corporeo, che alterna vicinanza e distanza per restituire la fragilità emotiva della protagonista e la sua identità divisa tra due mondi.


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