Margot Robbie: “Fate film per il pubblico, non per i critici”. L’attrice spiega perché pensa solo agli spettatori quando lavora a un film.
Margot Robbie non ha dubbi: quando lavora a un film pensa esclusivamente al pubblico. L’attrice australiana, come riportato da Variety, lo ha dichiarato durante un’intervista video per Vogue Australia insieme al collega Jacob Elordi, suo co-protagonista in “Cime tempestose”, con la moderazione dell’attore Joel Edgerton.
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Alla domanda su quanto tenga in considerazione il pubblico quando sceglie o interpreta un nuovo progetto, Robbie ha risposto in modo diretto: “Penso sempre al pubblico. Non sono mai stata sul set a chiedermi: “Cosa penseranno i critici?”. Mi domando piuttosto: “Cosa proverà il pubblico in questo momento? Quale sarà la sua risposta emotiva?”. Credo che si debbano fare film per le persone che compreranno i biglietti. È semplice”.
Parlando del suo rapporto con la regista Emerald Fennell, Robbie ha spiegato di apprezzare il suo approccio fortemente orientato all’esperienza emotiva dello spettatore. Secondo l’attrice, Fennell è molto intelligente e ricca di idee brillanti, ma è anche pronta a rinunciare a un concetto interessante se questo non rappresenta l’opzione più coinvolgente per il pubblico. Un metodo che Robbie ammira profondamente.
Fennell ha diretto Robbie ed Elordi nei ruoli di Cathy e Heathcliff in “Cime tempestose”, film che ha debuttato al primo posto al botteghino nazionale, ma che ha suscitato reazioni contrastanti. Anche i precedenti lavori della regista, Una donna promettente e Saltburn, avevano diviso pubblico e critica. Robbie ha prodotto tutti e tre i lungometraggi.
Un punto di vista che si differenzia da quello espresso di recente da Jennifer Lawrence, che ha raccontato di provare una forte ansia prima dell’uscita dei suoi film. L’attrice ha spiegato come, nonostante l’esperienza, il timore del giudizio del pubblico resti intenso, soprattutto dopo aver investito tanto tempo ed energia in un progetto amato profondamente. Anche quando il marito ha cercato di rassicurarla dicendole che il film era incredibile, Lawrence ha ammesso che la paura di non essere compresa dal pubblico può comunque prevalere.
Due approcci diversi, ma accomunati dalla stessa consapevolezza: nel bene o nel male, è sempre il pubblico ad avere l’ultima parola.






