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Mark Duplass difende Kane Parsons: “Sul set di Backrooms aveva il controllo totale”

Mark Duplass difende Kane Parsons sul set di Backrooms e chiarisce le voci sulla regia del film horror A24 in uscita.

Mark Duplass, protagonista di The Backrooms, è intervenuto sui social per smentire le voci secondo cui Kane Parsons non avrebbe realmente diretto il film horror prodotto da A24. L’attore ha chiarito la sua posizione su X, difendendo il giovane regista dalle insinuazioni circolate online e ribadendo il suo pieno coinvolgimento creativo.

Rispondendo a un utente che sosteneva che Parsons non avesse avuto un vero ruolo alla regia, Duplass ha replicato in modo netto: “Con tutto il rispetto, non credo tu sia stato sul set. Io c’ero, e Kane aveva il controllo al 100%. Più di molti registi anche molto più esperti”. Un intervento, come riportato da Variety, che punta a rafforzare l’idea di una regia effettivamente guidata dal giovane autore.

Sulla stessa linea si inserisce anche la regista Sophy Romvari, che ha commentato il dibattito legato all’età di Parsons e alla sua esperienza. In un post su X ha osservato come spesso il successo precoce venga letto con diffidenza, aggiungendo però una riflessione personale: aver diretto il suo primo lungometraggio a 34 anni, invece che a 20, le ha permesso di maturare una consapevolezza diversa come filmmaker.

Il film, tratto dall’omonimo progetto nato su YouTube da Kane Parsons, racconta la storia di un proprietario di un negozio di mobili che scopre un passaggio verso una dimensione inquietante nascosta nel suo showroom. Nel cast figurano, tra gli altri, Chiwetel Ejiofor, Renate Reinsve, Finn Bennett e Lukita Maxwell, mentre la produzione coinvolge nomi come James Wan, Shawn Levy e Osgood Perkins.

Lo stesso Parsons ha raccontato in una recente intervista al CCXP Mexico la complessità della realizzazione del film, spiegando che il team ha costruito circa 2.800 metri quadrati di set per ricreare ambienti liminali, arrivando a testare decine di varianti di carta da parati per trovare la giusta tonalità di giallo. Un lavoro che, nelle sue parole, ha contribuito a rendere l’esperienza sul set particolarmente immersiva e straniante, al punto che alcuni membri della troupe si sarebbero persi negli spazi costruiti.


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