Matthew Lillard celebra 30 anni di Scream e torna con Scream 7, tra nostalgia, Ghostface e l’eredità di Stu Macher.
A trent’anni dall’uscita di Scream, il film che ha rivoluzionato lo slasher moderno, il suo impatto sulla cultura pop è ancora fortissimo. Se si chiede a Matthew Lillard cosa significhi tutto questo, l’attore ammette di essere sorpreso dal fatto che, dopo tre decenni, si continui a parlare del film e del suo indimenticabile Stu Macher. Eppure, proprio quell’interpretazione sopra le righe, folle e imprevedibile, è diventata una delle chiavi del successo e della longevità del franchise.
In un’intervista rilasciata a Deadline, Lillard ha ripercorso i suoi ricordi legati al provino e al set, soffermandosi in particolare sull’importanza della guida di Wes Craven. Il regista, racconta, aveva la rara capacità di mantenere un equilibrio perfetto tra ironia metacinematografica e autentico terrore, creando un ambiente collaborativo ma sempre sorretto da una visione chiara. Grazie a quella sicurezza, gli attori potevano spingersi oltre, sperimentare, osare, senza mai compromettere la tensione narrativa che rendeva il film così efficace.
Fondamentale è stata anche l’alchimia con Skeet Ulrich, interprete di Billy Loomis. Se Stu era pura energia caotica, Billy rappresentava una minaccia fredda e controllata. Il rapporto nato fuori dal set tra i due attori si è tradotto in una dinamica credibile e disturbante sullo schermo, culminata in un terzo atto che ancora oggi viene ricordato come uno dei più iconici dell’horror contemporaneo. È proprio nell’escalation di follia condivisa tra Billy e Stu che il film ha consolidato il suo posto nella storia del genere.
Il ritorno nell’universo di Ghostface con Scream 7, attualmente al cinema, assume per Lillard un valore quasi circolare, soprattutto perché alla regia c’è lo sceneggiatore originale, Kevin Williamson. Riprendere in mano una storia che ha segnato in modo così profondo la sua carriera significa confrontarsi con l’eredità del passato, ma anche trovare un equilibrio tra nostalgia e rinnovamento, due elementi indispensabili per mantenere vivo un franchise storico.
L’impronta di Ghostface si estende ormai oltre il cinema. Lillard ha parlato anche della sua iniziativa imprenditoriale con Find Familiar Spirits, che ha lanciato la “Ghost Face Vodka”, un progetto che celebra con ironia l’immaginario della saga e il legame con una fanbase rimasta fedele nel tempo.
Alla domanda su come vorrebbe essere ricordato, l’attore ha chiarito di non voler essere definito da un solo ruolo, per quanto iconico. Stu Macher resta una figura simbolica dell’horror anni Novanta, ma Lillard aspira a una carriera costruita sulla durata, sull’evoluzione e sulla volontà di mettersi continuamente in gioco. Trent’anni dopo, Scream continua a far discutere e a reinventarsi, e Matthew Lillard, volente o nolente, rimane ancora una volta al centro di questa storia.






