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Matthew Lillard racconta le critiche di Tarantino: “Un pugno in faccia”

Matthew Lillard definisce “un pugno in faccia” le critiche di Tarantino, ma ringrazia fan e colleghi per il grande sostegno ricevuto.

Matthew Lillard, tornando sulle critiche ricevute da Quentin Tarantino, ha raccontato di averle vissute come un vero e proprio “pugno in faccia”. Un colpo inaspettato, soprattutto perché l’attore ha sempre dichiarato di “adorare” il regista e di sognare un giorno di lavorare in un suo film. “È stato un vero peccato”, ha spiegato in un’intervista a People come riportato da Variety.

La vicenda risale allo scorso autunno, quando durante una puntata di The Bret Easton Ellis Podcast Tarantino si è lasciato andare a commenti molto duri nei confronti di alcuni colleghi. Il regista ha definito Paul Dano “l’attore più debole del SAG” e ha aggiunto di non essere interessato né a Lillard né a Owen Wilson.

Parole che hanno fatto rapidamente il giro del web, scatenando una valanga di reazioni. Lillard ha raccontato di aver sentito quel momento in modo surreale: “Mi sentivo come se fossi morto e fossi in paradiso a guardare tutti mandare i loro tweet di R.I.P.”. L’attore ha paragonato l’esperienza a una sorta di veglia funebre in vita, travolto dai messaggi di stima e affetto ricevuti da fan, colleghi e amici.

Tra i primi a esporsi pubblicamente in sua difesa c’è stato Mike Flanagan, che lo ha diretto in The Life of Chuck e lo ha voluto anche nel reboot di Carrie, definendolo “il più grande di sempre”. Anche James Gunn, che ha lavorato con lui nei film di Scooby-Doo, lo ha descritto come “uno dei miei ragazzi (e attori) preferiti”, e persino George Clooney, durante il ritiro di un premio dell’AARP, ha dichiarato che sarebbe “onorato di lavorare” con uno qualsiasi degli attori presi di mira da Tarantino.

Lillard aveva già commentato l’episodio al GalaxyCon di Columbus, liquidandolo con un “chi se ne frega”, pur ammettendo che certe parole fanno male: “Ti ferisce. Fa schifo. E non lo diresti a Tom Cruise. Non lo diresti a qualcuno che è un attore di punta di Hollywood”.

In una successiva intervista a Entertainment Weekly, l’attore ha definito “pazzesco” il sostegno ricevuto: “Continuo a mostrarlo a mia moglie per convincerla che sono degno, che piaccio ancora alla gente. Nessuno deve piacere a nessun attore, è una questione di preferenze personali. Non sono la prima scelta di tutti, ma avere quel tipo di reazione è stato meraviglioso”.

Anche Dano ha incassato un’ondata di solidarietà. Intervistato da Variety al Sundance, ha commentato: “È stato davvero bello vedere una simile reazione. Sono incredibilmente grato che il mondo abbia parlato per me, così non ho dovuto farlo io”.

Nonostante l’amarezza per l’attacco, Lillard non sembra aver perso la stima per Tarantino. Anzi, resta il rammarico per un’occasione che, almeno per ora, appare lontana: quella di poter lavorare con uno dei registi che più ammira.


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