Meryl Streep racconta le sfide de Il diavolo veste Prada, il sequel e l’ispirazione dietro Miranda Priestly tra Hollywood e donne al centro.
Vent’anni dopo il cult che l’ha consacrata icona della moda al cinema, Meryl Streep riflette sul cambiamento – e sulle continuità – dell’industria cinematografica. In vista dell’uscita di Il diavolo veste Prada 2, prevista nelle sale italiane per il 29 aprile, l’attrice, come riportato da Variety, ha raccontato a The Late Show with Stephen Colbert le difficoltà e le sorprese legate al film originale del 2006.
Durante la sua apparizione al talk show mercoledì sera la Streep ha ricordato come il primo capitolo, in cui interpretava la potente direttrice di moda Miranda Priestly accanto a Anne Hathaway nel ruolo dell’ansiosa assistente Andy, fosse stato etichettato come un “film per sole donne” e girato con un budget ridotto.
“Quella definizione non è stata ben accolta dopo Barbie, Mamma Mia e altri film che hanno colto completamente di sorpresa gli studios, dimostrando che il pubblico voleva vederli perché avevano delle donne al centro della storia. Quindi abbiamo dovuto faticare per trovare il budget”, ha detto Streep.
L’attrice ha aggiunto di aver discusso la questione anche con Greta Gerwig, regista di Barbie e possibile collaboratrice nel prossimo progetto Netflix su Narnia: “Ne ho parlato con Greta. La situazione era un po’ simile per Barbie, rispetto a quanto spendono per altri film”.
Per il sequel, tuttavia, il budget non è stato un problema. “Questo film, tesoro, hanno speso i soldi!”, ha scherzato Streep con Colbert, anticipando che lei e Hathaway affronteranno insieme la crisi dell’editoria cartacea nel nuovo capitolo.
Non sono mancati dettagli sul dietro le quinte: l’icona del cinema ha rivelato l’inaspettata fonte d’ispirazione per Miranda Priestly. Contrariamente alla credenza comune che la direttrice fosse modellata su Anna Wintour, Streep ha dichiarato di aver preso spunto da due grandi registi: “Se Mike Nichols e Clint Eastwood avessero avuto una figlia, sarebbe stata Miranda Priestly. Per via del loro modo di comandare sul set. Mike lo faceva con un umorismo sornione, e Miranda sapeva che quello che diceva era un po’ sarcastico, ma sapeva anche che era divertente. E poi c’era la calma, perché Clint non alzava mai la voce. Dirigeva, e gli altri dovevano sporgersi in avanti per sentire cosa diceva”.
Con il ritorno di Miranda Priestly, il sequel promette di essere non solo un tuffo nostalgico, ma anche una celebrazione del ruolo delle donne al centro delle storie cinematografiche, dimostrando che l’etichetta di “film per ragazze” è ormai superata.






