Michael B. Jordan riscrive Thomas Crown Affair

Michael B. Jordan riscrive Thomas Crown Affair: il trailer al CinemaCon tra arte, azione e seduzione

Michael B. Jordan presenta al CinemaCon il remake di Thomas Crown Affair: arte, azione e seduzione nel nuovo thriller Amazon MGM Studios.

Michael B. Jordan ha presentato al CinemaCon il trailer del suo nuovo progetto da regista e protagonista: un elegante remake di Il caso Thomas Crown, classico del cinema già portato sullo schermo nel 1968 con Steve McQueen e Faye Dunaway e poi nel 1999 con Pierce Brosnan e René Russo.

Il film, distribuito da Amazon MGM Studios, è il terzo adattamento della storia del miliardario appassionato d’arte che, per noia e ambizione, organizza sofisticati furti di opere d’arte. Nel nuovo capitolo firmato Jordan, il protagonista si muove tra lusso, intrighi e colpi di scena, mentre si confronta con una determinata ex agente dell’FBI interpretata da Adria Arjona.

A complicare ulteriormente la vicenda c’è un antagonista di grande peso: Kenneth Branagh, che interpreta un misterioso villain pronto a mettere tutto in discussione. Il trailer ha conquistato il pubblico del CinemaCon, anche grazie al ritorno di Jordan sul grande schermo dopo la sua recente affermazione agli Oscar per Sinners.

Tra scene d’azione e atmosfere sensuali, il personaggio di Crown emerge con maggiore profondità. Non è più solo un ladro per gioco, ma un uomo che vuole recuperare manufatti preziosi sottratti nel corso dei secoli, riportandoli ai loro legittimi creatori e sottraendoli a chi li ha trasformati in oggetti di lusso e potere.

“Non volevo un reboot. Volevo una rivisitazione. I primi due film parlavano di ricchi uomini bianchi che rubavano per divertimento. Oggi non funziona più”, ha dichiarato Jordan a Variety. “Il nostro è più personale. La posta in gioco è più alta. Ci sono ancora la moda e il romanticismo.”

La sceneggiatura è firmata da Drew Pearce, basata su precedenti versioni di Wes Tooke e Justin Britt-Gibson, a loro volta ispirate all’originale del 1968. Il progetto è prodotto da Jordan e Elizabeth Raposo per Outlier Society, insieme a Charles Roven per Atlas Entertainment, con la partecipazione anche di Patrick McCormick, Marc Toberoff e Alan Trustman, sceneggiatore del primo film, nel ruolo di produttore esecutivo.


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